Aperitivo-concerto

13 Luglio 2013

PORDENONE. Si compone di due momenti importanti della letteratura barocca e classica il programma del concerto aperitivo di domenica 14 luglio alle 11 nel Convento di San Francesco per l’Estate in Città: il preludio di Bach dalla Suite n. 3 per violoncello solo BWV 1009 e il Trio op. 11 per clarinetto, violoncello e pianoforte di Beethoven. Il preludio dalle sei Suites di Bach composte a Köthen tra il 1718 e il 1723, sono un riferimento assoluto sia per la musica strumentale solistica barocca, che per l’esigua letteratura dedicata al violoncello negli ultimi due secoli sulla scorta di tale altissimo modello. Il Trio di Beethoven è anch’esso il capostipite di una letteratura posteriore non nutrita dedicata a clarinetto, violoncello e pianoforte. Fu allora infatti che si introdusse il clarinetto come sostituto del violino. Il brano risale all’anno 1798, dunque ancora al primo periodo beethoveniano e nel finale impiega un’aria oggi dimenticata ma molto nota all’epoca, “Pria che l’impegno” dal dramma giocoso “L’amore marinaro”, musica di Joseph Wieigl, messo in scena nel 1797.

Molto interessante sarà anche l’esecuzione dell’ultima delle Sei Sonatine del pianista e compositore italiano (di madre triestina) naturalizzato tedesco Ferruccio Busoni, “Super Carmen” in cui l’aulico titolo latino fa da contrastante riferimento alla Carmen di Bizet: la composizione di Busoni rappresenta la più personale e moderna reinterpretazione degli splendidi temi dell’opera di Bizet, che nel periodo tardo-romantico sono stati molto utilizzati da virtuosi e compositori per parafrasi e variazioni. Il programma si completa con una selezione di brani contemporanei: il Concerto “Carte fiorentine n. 2” di Valentino Bucchi che è una delle più difficili composizioni contemporanee per clarinetto solo per l’utilizzo dei difficili suoni “multifonici”, scritto nel 1969; “Alone” per violoncello solo di Giovanni Sollima, rappresentante delle più aggiornate tendenze stilistiche che tendono a fondere la sperimentazione con la Minimal Music, il Rock, il Jazz e i suoni mediterranei; e la Sonata per flauto solo di Stefano Cascioli, studente del Conservatorio.

Suonano Ludovica Dus (pianoforte), Wang Yu (clarinetto), Anna Govetto (flauto), Riccardo Pes (violoncello). Ingresso libero.

Alle 21.30 l’arena verde del Castello di Torre ospita il nuovo spettacolo dei Papu Fratelli Unici nel quale raccontano una storia nuova, che apre nuove prospettive di riflessione, anche su temi “seri” e importanti come la morte di un proprio caro. Ramiro Besa e Andrea Appi interpretano infatti due fratelli, molto diversi per storia, carattere e visione della vita, che si ritrovano dopo tanto tempo in occasione del funerale de padre. Sarebbe il momento ideale per un lucido bilancio della propria vita ma le bugie, le invidie, i rancori e le delusioni prendono il sopravvento. Una storia che, vista attraverso la lente della comicità, prende luce e si amplifica fino a deformarsi, raccontandoci un’umanità sofferta ma non rassegnata, seria ma non triste. Fino a diventare un surreale inno alla vita.

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