Anni 50, giorni felici

13 Dicembre 2011

Fonzie e Richie. Potsie e Ralph. Mamma e papà Cunningham. Alfred e Sottiletta… Dalla spensierata Milwaukee degli anni Cinquanta fino al “Giovanni da Udine”, ecco un musical destinato a lasciare il segno: Happy Days, l’ultima fatica della Compagnia della Rancia, in scena da mercoledì 14 a venerdì 16 dicembre alle 20.45 con una doppia recita sabato 17 dicembre (alle 16.00 e alle 20.45). Nei ruoli di Richie Cunningham e Arthur Fonzarelli, sotto la guida di Saverio Marconi, gli attori Luca Giacomelli e Riccardo Simone Berdini.

Nata nel 1974, e poi trasmessa per 11 stagioni (qui a partire dal 1977), la leggendaria sit-com del regista Garry Marshall si è dunque trasformata in un adorabile spettacolo traboccante di sorrisi e rock ‘n’ roll: ideale per tutte le famiglie e ideale per tutti i bambini… di ieri. Scrive il filosofo Simone Regazzoni: «Lo spettacolo, esattamente come il telefilm, riflette sulla domanda che ossessiona da sempre la filosofia: che cos’è la felicità? In fondo, la concezione filosofica della “vita autentica” rimane la stessa, da Aristotele a Fonzie, così Happy Days riesce a costruire un ponte tra passato e presente». Il passato remoto di Aristotele, appunto, e il passato più recente degli anni Settanta, dove il telefilm ha visto la luce sull’onda del revival che stava contaminando le produzioni statunitensi del periodo.

La scelta di ambientare la storia negli anni Cinquanta, in una provincia americana sana e rassicurante dove si respirava il profumo delle torte di mele fatte in casa, è stata spiegata così da Garry Marshall: «Se metti in piedi una trasmissione sui giovani senza parlare di sesso e spinelli, la gente dice che non è realistica. Ambientando tutto nel passato ti puoi permettere di non affrontare certi temi. È stato un grande vantaggio. Quando Richie si limita a desiderare di dare il bacio della buonanotte, diventa credibile perché a quei tempi il senso morale era diverso».

Happy Days ha rappresentato un autentico trampolino di lancio per gli attori della serie. Ron Howard (Richie), intrapresa la carriera di produttore e regista, ha firmato negli anni film di enorme successo, tra cui A Beautiful Mind e Il codice Da Vinci. Henry Winkler (Fonzie) si è affermato come produttore di serie televisive come Mac Gyver e nel 2008, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, ha partecipato al cortometraggio realizzato dall’amico Ron Howard a sostegno del candidato Barack Obama tornando a vestire i panni di Fonzie (così come Ron Howard ha vestito nuovamente i panni di Richie Cunningham). Una curiosità: il mitico giubbotto di Fonzie è custodito allo Smithsonian Institution di Washington, vicino agli aerei da combattimento, ai libri e ai cimeli più importanti degli Stati Uniti.

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