Amors Furlans è una festa e un documentario

3 Settembre 2013

MORUZZO. La manifestazione Amors Furlans – prevista per il 15 settembre – è stata rinviata al 22 dello stesso mese. Restano alcuni dettagli da definire, ma in linea di massima sono già noti gli interventi del convegno e l’elenco delle manifestazioni della giornata che si terrà a Moruzzo.

Dalle 10 del mattino espositori sulla piazza con oggetti attinenti il corteggiamento e il matrimonio di un tempo con possibilità di acquisto. Stand gastronomici aperti tutto il giorno. Nei ristoranti e osterie possibilità di degustare il tipico menù matrimoniale ricavato da un documento del 18oo. Il programma di massima prevede anche: Presentazione convegno, Premiazione concorso scultura “La leggenda del tiglio”, Rievocazione cerimonia nuziale, Ballo con costumi friulani e possibilità di farsi fotografare sotto il tiglio.

Presentazione di Amors furlans… tra tigli, cortine, rose, santi e poeti. Il documentario si propone di iniziare un percorso di indagine su tutto ciò che riguarda l’amore in Friuli partendo da una leggenda che, a Moruzzo, riguarda due amanti protagonisti di una tragica storia d’amore e un albero di tiglio. Sotto il tiglio o con l’albero sullo sfondo si possono così scoprire inusuali aspetti della storia friulana, ed attorno al tiglio fanno corona altri alberi, erbe e fiori , tutti interpreti dell’amore. E i poeti friulani, nei loro versi, cantano dell’amore, anche fisico, in un contesto agreste e profumato.

Angelo Floramo – Lis origijnis dal nit. Floramo costruisce una indagine antropologica e storica sull’albero del tiglio, estendendone la ricerca ad aspetti indoeuropei e trovando inaspettate e sorprendenti connessioni anche sulla nota leggenda del Tiglio di Moruzzo, il tutto in un’aria notturna e magica all’interno della biblioteca guarneriana di San Daniele del Friuli.

Tiziana Cividini e Fabio Piuzzi – Tigli e cortine, i luoghi delle comunità. Cividini e Piuzzi esplorano la relazione tra il tiglio e la cortina, recinto della comunità di un tempo, comunità che sotto il tiglio appunto si radunava nella vicinia, percorrendo dal vivo e con documenti e foto ma anche con l’ausilio di eccezionali riprese aeree, i luoghi e i resti delle cortine di tre importanti siti moruzzesi.

Dario Di Gallo – Tra rami e radici: tigli, querce ed altri alberi secolari a Moruzzo. Di Gallo parla dell’aspetto naturalistico, paesaggistico e degli alberi secolari che nel territorio di Moruzzo hanno trovato quasi un rifugio, approfondendo anche gli aspetti peculiari di ogni singola pianta, nella splendida cornice della colline moreniche, sotto la secolare farnia di Moruzzo, meta ancora oggi di tanti appuntamenti romantici di coppie di ogni età.

Alfeo Minisini e Alida Pevere – I tigli di Mels: racconti di paese. Minisini e Pevere scoprono un lato inaspettato: appena al di fuori del confine del comune, ecco l’esistenza di altri tre tigli, altrettanto importanti per le due comunità, quella di Mels e quella di Moruzzo, strettamente legate, nei tempi che furono, anche da percorsi rogazionali e sistemi viari, con aspetti ancora tutti da chiarire.

Chiara Saccavini – Gli archi e le rose. Saccavini analizza l’importanza e l’uso di molte erbe nelle pratiche amorose, soprattutto nella preparazione del matrimonio, individuando addirittura l’esatta tipologia della rosa – garoful- così spesso citata nella tradizione e nella letteratura friulana. Le immagini sono registrate all’interno dello splendido roseto di famiglia, composto da rare varietà di rose antiche e moderne, a due passi da Moruzzo.

Benvenuto Castellarin – In che dì da lis mes gnocis. Castellarin ricorda i rituali del corteggiamento e del matrimonio nella zona del Basso Friuli che trovano un inaspettato collegamento con il territorio moruzzese. Infatti, la registrazione è avvenuta presso l’ancona di Santa Sabida in Ronchis, alla quale le spose chiedevano protezione e fertilità, esattamente come presso Santa Sabida, poi Santa Margherita in Gruagno, e all’altare di Sant’Anna in San Tomaso a Moruzzo.

Anna Bogaro – Piçul viaç jenfri i viers amorôs par furlan. Non si poteva non concludere con un piccolo percorso – come è sottolineato nel titolo – sulla poetica amorosa friulana. Bogaro lo illustra scegliendo i poeti più rappresentativi, di un tempo ed odierni, della letteratura friulana, spiegandone al contempo la poetica e declamandone i versi, in coppia con l’attore Erik Pagnutti, all’interno della romantica Sala degli specchi, nel prestigioso castello di Colloredo di Monte Albano.

L’attore è Erik Pagnutti; idea e coordinamento di Roberta Masetti; le riprese e il montaggio sono di Sandro Trevisan; il pilota è Italo Scarpa; consulenza musicale di Gilberto “Gibi” Marcuzzi e Marco Urban; la grafica è di Donatella Caposassi. Si ringraziano: Comunità collinare del Friuli – Elena Buttazzoni, Padre Ernesto Balzarini, Fioretta Lizzi, Arrigo Burello, Mario e Mirella Pittolo, il Coro di Givigliana, il Gruppo alpini di Ronchis – Fraforeano.

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