Allan Taylor, il canta storie

26 Luglio 2013

SPILIMBERGO. Terza serata sabato 27 luglio di Folkest in festa a Spilimbergo. Si comincia in piazza Garibaldi con la consegna del Premio “Alberto Cesa” a Piergiorgio Manuele, segnalatosi alla selezione di Arezzo con la canzone “Giufà”. Nato a Leonforte (En) in una delle province più lontane e silenziose d’Italia ma ricca di miti e storie favolose d’altri tempi, oggi risiede in Toscana. Fondatore di formazioni seminali del folk progressivo siciliano (Jamdura e Clangor), vive anche una lunga e qualificante esperienza di artista di strada in Francia e Gran Bretagna: da qui la riscoperta di quella dimensione teatrale della musica alla quale tutt’ora rimane imprescindibilmente legato.

A seguire, sempre in piazza Garibaldi, Giovanni Floreani e Tony Pagliuca. “Uno sguardo verso il Cielo…” è un percorso  trasversale che accomuna le antiche suggestioni dei canti liturgici patriarchini, i loro strascichi popolari in un Friuli ancor privo delle contaminazioni pseudo etniche, e gli approcci classici del Prog italiano nel florido periodo degli anni ’70.  Giovanni Floreani e Tony Pagliuca hanno una naturale predisposizione per il sincretismo, anche musicale e, complice l’appartenenza ad una generazione comune, è sorta spontanea la decisione di condividere questo tratto di strada, in qualche modo, sperimentale. Esperienze, peraltro abbondantemente collaudate con Strepitz, per quanto riguarda Floreani e con Le Orme per Pagliuca, che diventano un criterio progettuale fondamentale in una fase che si potrebbe definire “post definita”. Nell’esibizione per Folkest 2013 i due autori sono accompagnati dal chitarrista Giuliano Michelini.

In piazza del Duomo il concerto-evento del sabato sera di Folkest In Festa: Allan Taylor accompagnato dalla F.V.G. Mitteleuropa Orchestra. Consumato intrattenitore, ma anche tessitore di storie nelle quali la grazia trobadorica si fonde con racconti di vita vissuta, di eroi sconosciuti e di esistenze bruciate, Allan Taylor continua a riproporsi al pubblico di tutto il mondo con la sua caratteristica voce, immediatamente riconoscibile, dolcissima e scura, e il suo stile chitarristico personale. Nel corso degli anni il suo album “The Traveller” vince il Grand Prix du Disque de Montreaux come miglior disco europeo dell’anno, mentre nel 2001 “Colour to the Moon” raccoglie unanimi consensi per la grande maturità compositiva, a testimonianza dell’altissima qualità compositiva che ha caratterizzato e continua a segnare l’intera carriera di questo grande artista. “Hotels and Dreamers”, premiato come miglior disco dell’anno in Germania, raccoglie un pugno di canzoni di straordinaria intensità, che si aggiungono al vecchio canzoniere di Taylor che, è giusto ricordarlo, sono state riprese da oltre cento artisti di varie nazionalità nel mondo intero; la sola “It’s Good to See You” è stata reinterpretata più di una sessantina di volte, in dieci lingue differenti. “Leaving at Dawn”, uscito nell’aprile del 2009, ci presenta un ritorno a un modo compositivo ed esecutivo molto vicino al folk degli anni Sessanta e Settanta del quale è un maestro riconosciuto, insieme con Richard Thompson e Dick Gaughan. La sua poesia è fatta di chilometri macinati sulle strade del mondo e di persone incontrate o solamente incrociate: ogni sua canzone è una fotografia, il racconto di una vita al bar davanti a una birra o un buon bicchiere di vino. E come le storie raccontate in questo modo, le sue canzoni sembrano poi aver fatto da sempre parte della sua vita. E l’ultimo suo disco, il doppio “Down the Years I Travelled”, si rivela un autentico evento musicale, che vede la partecipazione – fra gli altri – del figlio Barnaby e di Chris Leslie, Kevin Dempsey, Maartin Allcock, Rick Kemp. Ascoltarlo dal vivo, accompagnato dalla FVG Mitteleuropa Orchestra in esclusiva per Folkest 2013, sarà un’occasione in più per, come afferma Allan all’inizio di ogni suo concerto, “Sit back and enjoy the journey”.

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