Alessandra Galante Garrone maestra d’arte e di vita

11 Settembre 2014
Alessandra Galante Garrone tra Vittorio Gassman e Jacques Lecoq

Alessandra Galante Garrone tra Vittorio Gassman e Jacques Lecoq

PORDENONE. Un premio alla memoria ma che parla però anche al presente: venerdì 12 settembre il festival L’Arlecchino Errante di Pordenone vivrà uno dei suoi momenti più importanti con la consegna del premio “la Stella de L’Arlecchino Errante” alla memoria di una grande e sensibile pedagoga quale era Alessandra Galante Garrone, fondatrice della Scuola di Teatro di Bologna e maestra d’arte e di vita per molti artisti che alle 18, nel chiostro dell’ex convento di San Francesco (in caso di pioggia nella vicina chiesa) si riuniranno per ricordarla a dieci anni dalla scomparsa. A celebrarla il critico Massimo Marino (che presenterà il libro che la Galante Garrone aveva dedicato al suo metodo didattico intitolato “Alla ricerca del proprio clown”), il marito e compagno d’arte Vittorio Franceschi, il figlio scenografo con nome d’arte “Matteo”, l’attuale direttrice della Scuola bolognese Claudia Busi e il grande attore Marco Sgrosso, suo allievo diretto. Sgrosso presenterà alcune anticipazioni del suo spettacolo “La Pazzia di Isabella”, ritratto della compagnia dei Comici Gelosi. Questa, in qualche modo a chiudere il cerchio con il tema del festival 2014, era una della più famose Fraternal Compagnie del 1500. Lo spettacolo integrale, inizialmente previsto per la stessa sera del 12 settembre, per causa di forza maggiore sarà proposto il 5 novembre sempre a Pordenone, “allungando” così in qualche modo il festival fino ad allora e confermando la vocazione de L’Artlecchino Errante a essere un progetto culturale che si svilluppa lungo tutto il corso dell’anno.

La stessa Claudia Contin Arlecchino, consueto cerimoniere del premio come attore-personaggio, e, come artista figurativo, autore della targa che lo rappresenta, è stata anche allieva della Scuola Alessandra Galante Garrone all’inizio della sua vocazione teatrale. “Un premio alla carriera – ha dichiarato insieme al direttore artistico del festival Ferruccio Merisi ricordando la sua insegnante – o più esattamente al percorso artistico, in campo teatrale, che si è distinto per sperimentazione e originalità, per fondatezza teorica e per capacità di formazione e trasmissione”. Il premio anche quest’anno viene conferito con il sostegno e la partecipazione di Confartigianato Industria Pordenone, ad indicare da una parte la speranza del riconoscimento futuro dell’arte teatrale – e forse dell’arte professionale in generale – negli ambiti di dignità del lavoro artigianale, e dall’altra una necessità di rivalutazione dell’artigianato strettamente produttivo nei termini del suo valore di esempio e di paradigma circa la qualità del lavoro e delle sue condizioni.

Una nutrita presenza di artigiani parteciperà con piccoli stand espositivi alla premiazione.

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