A Monfalcone la grande musica dell’Europa orientale

12 Gennaio 2016

MONFALCONE. La stagione musicale del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, giovedì 14 gennaio alle 20.45, con un nuovo appuntamento della rassegna “’900&oltre” dedicata alla musica contemporanea e al Novecento storico. Protagonisti del concerto sono il violinista ungherese Barnabás Kelemen e il pianista argentino José Gallardo.

BarnabasKelemen-pics03“Artista dall’innata musicalità e dalle supreme abilità tecniche” – come scrive The Guardian – Barnabás Kelemen ha catturato l’attenzione della critica musicale internazionale anche grazie ai prestigiosi riconoscimenti conquistati (Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, International Violin Competition di Indianapolis e, con il Quartetto Kelemen da lui fondato, Melbourne International Chamber Music Competition e Premio Borciani di Reggio Emilia). Collabora con orchestre e direttori di fama mondiale e vanta una ricca discografia, grazie alla quale si è aggiudicato il Diapason d’or (per le Sonate per violino e pianoforte di Brahms) e il Grand Prix du Disque (per le opere di Liszt).

Vincitore di numerosi premi internazionali, José Gallardo svolge un’intensa attività cameristica nelle più importanti sale da concerto europee (oltre che con Kelemen, suona abitualmente con Perényi, Alstaedt, Ishizaka, Berger); docente all’Università di Augsburg, ha inciso per diverse etichette discografiche e ha collaborato con Zoltán Kocsis nelle incisioni Hungaroton dedicate a Bartók, che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti (Premio della critica discografica tedesca e Gramophone Award).

Il programma del concerto accosta le pagine di tre grandi compositori dell’Europa orientale, colti nel momento dell’emancipazione dalla tradizione accademica, della scoperta della musica popolare e del nuovo rapporto con le avanguardie dell’epoca. Siamo, infatti, negli anni straordinari a cavallo della Prima Guerra Mondiale, fra il 1897 (Enescu) e il 1914-1922 (Janáček e Bartók).

Il concerto si apre nel segno di Béla Bartók con l’esecuzione della Sonata n. 2 del 1922. Le composizioni per violino occupano un posto molto importante nella musica da camera di Bartók: il compositore ungherese esplora ogni possibilità tecnica ed espressiva dello strumento, cercando un linguaggio personale, libero da canoni tradizionali. Sofferente verso il peso della tradizione ottocentesca, manifesta l’interesse e la passione per la ricerca delle radici popolari della musica magiara e romena e intraprende una duplice ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea e in quello del canto popolare. Di Bartók sarà eseguita anche la Rapsodia n. 1. Nel 1928, periodo particolarmente fecondo per il compositore, nascono le due Rapsodie per violino e pianoforte nelle quali, richiamandosi a stilemi e melodie della musica popolare ungherese, tanto indagati già all’inizio del secolo, imprime al discorso musicale una tensione e un colore del tutto personali.

È quindi la volta della Sonata per violino e pianoforte di Leoš Janáček. Frutto di una lunga rielaborazione (1913-1921), la Sonata esprime in maniera evidente i contraccolpi emotivi e psicologici della Prima Guerra Mondiale, fra aggressività e introversione; inizialmente animato da un’idea patriottica, infatti, col passar del tempo il compositore sostituì all’entusiasmo sensazioni di ansia e improvvisi sbalzi d’umore, che si ritrovano in questa pagina.

A chiudere il concerto monfalconese è la Sonata n. 1 di George Enescu. Compositore, direttore d’orchestra, pianista e violinista, Enescu è fra le figure artistiche più importanti del panorama musicale romeno del primo Novecento. Attraverso l’utilizzo e la rielaborazione dei canti popolari, Enescu ha valorizzato il patrimonio culturale del suo paese e grazie a lui la musica romena ha acquisito risonanza internazionale.

Biglietti presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 494 664, da lunedì a sabato, ore 17-19), ERT di Udine, Biblioteca Comunale di Monfalcone, prevendite Vivaticket e on line su www.vivaticket.it. La Biglietteria del Teatro accetta prenotazioni telefoniche.

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