AdessoCinema propone tre rari documentari sul Tiepolo

9 Aprile 2021

“Rachele nasconde gli idoli” – dettaglio con autoritratto del Tiepolo (Palazzo Arcivescovile Udine) (Fotogramma dal documentario di Trentin)

GEMONA. Dopo il 250° anniversario dalla morte di Giambattista Tiepolo, celebrato nel 2020, ricorre nel 2021 un altro importante anniversario che richiama il forte legame del pittore veneziano con il Friuli: i 50 anni dalla storica mostra che nell’estate del 1971 riunì a Villa Manin opere provenienti da musei di tutto il mondo e portò a Passariano oltre 320 mila visitatori, segnando anche un punto di svolta nella fortuna critica dell’artista. Una preziosa testimonianza visiva dello straordinario evento, che coincise con il rilancio di Villa Manin a opera della Regione Fvg, è il documentario Villa Manin di Passariano realizzato da Giuliano Tomei con testi di Aldo Rizzi, storico direttore (dal 1958 al 1985) dei Musei Civici di Udine.

Questo e altri due documentari sull’arte del Tiepolo, conservati nel formato originale in pellicola dalla Cineteca del Friuli, da sabato 10 aprile sono disponibili per la visione in streaming su www.adessocinema.it, la piattaforma nata esattamente un anno fa dalla collaborazione con Cinemazero di Pordenone, il Visionario di Udine e Tucker Film.

Dopo un breve excursus storico su Villa Manin, il reportage di Tomei si concentra sulle opere in mostra, arrivate ­– oltre che da Udine – da Venezia, Verolanuova, Este, Amburgo, Helsinki, Montreal, Oxford, Vienna, Stoccolma, New York, Detroit. Seguendo il percorso espositivo, le immagini e il commento illustrano l’evoluzione dell’arte del “più grande pittore europeo del Settecento”, dagli esordi alla piena maturità, fino alle ultime opere madrilene. Se la mostra rappresenta un unicum difficilmente replicabile, con Udine, città del Tiepolo e Il Tiepolo a Udine si invita lo spettatore a percorrere virtualmente – in attesa di poterli visitare dal vero, per la prima o per l’ennesima volta – i luoghi depositari della consistente eredità artistica che il Tiepolo ha lasciato nel capoluogo friulano.

“Giovane con pappagallo” – dettaglio (Ashmolean Museum – Oxford) (fotogramma dal documentario di Tomei)

Realizzato da Mario Volpi con la consulenza storica di Aldo Rizzi e di Giuseppe Zigaina per i colori, Udine, città del Tiepolo (1971) passa in rassegna le opere più importanti presenti in città, dagli affreschi del Palazzo Arcivescovile alle pale del Duomo, alle decorazioni più tarde dell’Oratorio della Purità fino alle opere conservate in Castello. Il commento sottolinea l’importanza del periodo udinese nell’evoluzione dell’arte del Tiepolo: il pittore è già famoso quando, nel 1726, il Patriarca di Aquileia Dionisio Dolfin lo chiama in Friuli, ma è qui che scopre nuove prospettive, paesaggi, architetture, colori e soprattutto una luce nuova.

Il Tiepolo a Udine, del 1965, è opera del padovano, udinese di adozione, Giorgio Trentin, che fra gli anni ’50 e ’60 girò in regione alcuni documentari ora conservati dalla Cineteca e pubblicati in dvd nel 2019 (Il Friuli perduto nei documentari di Giorgio Trentin, 1955-1969). Dopo alcune panoramiche introduttive sui principali monumenti udinesi, il regista si sofferma in particolare, valorizzandone i dettagli, sugli affreschi con soggetti biblici del Palazzo Arcivescovile e sulla grande tela “Consilium in arena”, realizzata fra il 1749 e il 1750 e conservata nelle gallerie dei Musei Civici al Castello di Udine.

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