“Abitare il corpo” si conclude a Trieste parlando di Galileo

3 Aprile 2019

TRIESTE. Si conclude il 5 aprile, con le riflessioni di Bruna Scaggiante su Galileo e la bioetica, il ciclo di conferenze “Abitare il corpo. Dall’India alla Grecia, all’Occidente dell’Oggi: evoluzione culturale e scientifica per il benessere dell’Uomo” promosso dall’Associazione Joytinat Yoga Ayurveda in collaborazione con Lilt (sezione di Trieste) e Comunità Greco-Orientale, anche grazie al patrocinio del Comune di Trieste e ideato per celebrare i 30 anni di attività dell’Associazione a Trieste.

Il corpo è un ospite straordinario: è il mezzo attraverso il quale si esprime tutta la nostra vita. Comunemente, se ne conosce soprattutto il suo aspetto materico e fisiologico, trascurando quello essenziale di forza superiore che giace all’interno, a sostegno della nostra esistenza. Per approfondire questo secondo aspetto, l’Associazione Joytinat di via Venezian ha promosso il ciclo di incontri Abitare il corpo, duranti i quali il corpo è stato presentato nell’insieme della sua intelligenza fisica, psichica e di cuore, secondo culture e filosofie del presente e del passato, che costituiscono diversi punti di vista sul corpo, tutti accomunati dall’idea di Essere nella sua totalità. Partito a febbraio con ampio successo di pubblico, Abitare il corpo si conclude con l’ultimo incontro, anch’esso volto a proporre un ulteriore punto di vista sul tema cardine – il corpo, appunto – basato sull’idea di Essere nella sua totalità.

L’appuntamento è per venerdì 5 aprile alle 17 nella sala Bazlen di Palazzo Gopcevich con la relatrice Bruna Scaggiante e le sue riflessioni dal titolo “Galileo, la tecnologia in biomedicina e la bioetica”.

Bruna Scaggiante, professore aggregato in biologia molecolare presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Trieste e Presidente della sezione triestina della Lilt introduce così il suo intervento: “Per abitare bene il corpo bisogna anche conoscerne il suo funzionamento, le sue potenzialità, i suoi limiti e la sua relazione con l’ambiente circostante. Galileo Galilei con l’introduzione del metodo scientifico di fatto ha aperto la via all’esplorazione della natura con rigore metodologico, basato sul binomio pratica e teoria. La conoscenza con Galileo diventa non più un atto di fede, ma il risultato di una esperienza descrivibile e riproducibile che può trovare un linguaggio universale nella matematica. Galileo segna, quindi, un passo importante che determinerà il progresso tecnologico e scientifico. La Chiesa, con Giovanni Paolo II, nel 1992 ha formalmente chiesto scusa a questo importante uomo e studioso, che ha costretto all’abiura nel 1633 per le sue osservazioni sperimentali”.

Anche questo ultimo incontro è gratuito e aperto a tutti gli interessati, previa prenotazione telefonando al 333 2911909 o scrivendo alla segreteria info@joytinat-trieste.org

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