A Musiche dal Mondo tra le Gorizie anche i Sons of Kemet

17 Luglio 2021

Sons of Kemet (Foto Udoma Janssen)

GORIZIA / NOVA GORICA. Si è aggiudicata una delle sei date italiane dei Sons of Kemet, il gruppo del carismatico Shabaka Hutchings, leader della scena musicale britannica, portavoce dell’identità nera e delle proteste del Black Lives Matter, “Musiche dal Mondo | Glasbe Sveta”, la rassegna transfrontaliera di musica organizzata dal Circolo Controtempo di Cormons e, per la parte slovena, da Kud Morgan di Nova Gorica.

Sei i concerti in programma dal 28 luglio al 6 agosto, di cui tre a Gorizia e tre a Nova Gorica, a comporre un ricco cartellone musicale e culturale che sarà presentata fra alcuni giorni nella sua interezza al Castello di Kromberk, per un festival che celebra il rinnovato sodalizio tra le due città di frontiera, proclamate Capitale europea della Cultura nel 2025. Musiche dal mondo rilancia il dialogo e lo scambio tra i due territori, valorizzando l’idea di confine come opportunità di crescita reciproca e sviluppo, attraverso la musica e la collaborazione tra i popoli, nel rispetto delle rispettive differenze.

In attesa del programma completo, sono state anticipate le tre date italiane a Gorizia (prevendite: www.vivaticket.it | ticket@controtempo.org). E venerdì 6 agosto, alle 21, nel Parco di Villa Attems, chiuderanno appunto la rassegna i Sons of Kemet, il quartetto capitanato dal sassofonista, compositore, filosofo e scrittore Shabaka Hutchings, assurto da qualche tempo a figura guida della scena jazzistica britannica. Con lui sul palco Eddie Hick alla batteria, Tom Skinner alla batteria e Theon Cross alla tuba. È, la loro, la prima di sole sei tappe italiane del tour della band, che presenterà il suo ultimo album, uscito il 14 maggio per la leggendaria Impulse! Records: Black To The Future, una chiara e netta affermazione dell’identità nera, un poema sonoro frutto di “rabbia, frustrazione e percezione emerse dopo la morte di George Floyd e le proteste di Black Lives Matter”.

Kokoroko (Foto Danny Kasirye)

Il giorno prima, giovedì 5 agosto, alle 21, Villa Attems ospita la prima data del tour dei Kokoroko, collettivo inglese dal coinvolgente afrobeat composto dalla trombettista e cantante Sheila Maurice-Grey, dalla cantante e sassofonista Cassie Kinoshi, dal cantante e trombettista Richie Seivewright, dal bassista Mutale Chash, dal chitarrista Oscar Jerome, dal pianista Yohan Kebede, dal percussionista Onome Edgeworth e dal batterista Ayo Salawu. Sono otto, sono giovani e vengono da Londra: i Kokoroko rappresentano una delle band più carismatiche della scena nu jazz britannica. Il gruppo si ispira ai grandi maestri creatori dell’afrobeat come Fela Kuti, Ebo Taylor e Tony Allen, e si inserisce nella lunga tradizione della scena africana a Londra. Queste solide radici riprese, innescate nell’attuale fermento musicale londinese, danno vita a un particolare sound che sconfina in più generi: dal funk al jazz, dalle musiche tradizionali dell’Africa occidentale ai ritmi giamaicani per passare ai suoni urbani londinesi.  Kokoroko, che in lingua urhobo (lingua tradizionale nigeriana) significa “essere forti”, è l’espressione di una nuova epoca musicale londinese, che vede giovani artisti, figli della diaspora e del jazz contemporaneo, rivendicare le proprie radici e ridisegnare le basi di un nuovo immaginario black.

Dobet Gnahoré (Foto Jean Goun)

Altro importante concerto, martedì 3 agosto, alle 21, sempre al Parco di Villa Attems, con la cantante e percussionista Dobet Gnahoré – vincitrice del Grammy Award – e la sua band composta da Julien Pestre alla chitarra, Mike Dibo alla batteria e percussioni, Clive Govinden al basso. Dobet Gnahoré è una delle grandi voci dell’Africa: interpreta le proprie composizioni in differenti lingue africane – Betè, Fon, Baoulè, Lingala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in francese e in inglese, in una miscela di elementi sonori e ritmici, dalle melodie mandingue alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall’hig-life ghanese ai cori zulu, dai canti betè ai canti pigmei centrafricani.

Voce calda e possente, grande presenza scenica, nutrita da anni di lavoro teatrale e coreografico, le sue performance catturano l’attenzione fin dal primo istante unendo alla forza espressiva della voce i movimenti della danza e le sonorità delle percussioni come la calebasse, la sanza, il balafon, la chitarra acustica e tutti altri piccoli strumenti in una suggestiva e vitale tavolozza di colori. A Gorizia presenta il nuovo album, “Couleur”, uscito nel mese di giugno per la casa discografica “Cumbancha”, suo sesto album, che riflette l’energia urbana dell’Africa moderna e lo spirito potente di una donna indipendente che guarda avanti verso un futuro positivo e di successo. E consolida la sua posizione come di stella fra le più brillanti e fra i talenti più sorprendenti dell’Africa.

L’evento è organizzato in collaborazione con Connessioni – Circolo Mario Fain aps e grazie al sostegno della Regione, Comune di Gorizia e Nova Gorica, Mic e Ministero della Cultura della Slovenia.

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