A Mossa l’arte aiuta a riflettere sulla società di oggi

14 Novembre 2018

MOSSA. Riflettere sulla società contemporanea attraverso l’arte: è questa l’occasione che verrà offerta, venerdì 16 novembre alle 17, nell’atrio del Comune di Mossa, con l’inaugurazione della mostra “Delle perdute cose, andremo un giorno per spiagge sconosciute” dell’artista Lc–Dds. L’esposizione delle installazioni sarà accompagnata da una mostra bibliografica curata da Antonella Gallarotti della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, con una scelta di volumi della stessa Bsi, dell’artista, di Jurko Lapanja e di Francesco Imbimbo, che curerà anche la presentazione critica.

Totem

Si tratterà di un percorso espositivo, suddiviso in cinque tappe, che rappresenta idealmente un cammino attraverso la società contemporanea, pregno di spunti per una riflessione intima e profonda. Ogni due settimane sarà installata un’opera che prenderà il posto della precedente: ecco, quindi, in successione, le cinque tappe del percorso artistico: la prima sarà “Più nessuna cornice (della perduta arte)”, dal 28 novembre “Qui non c’è più nessuno (dei perduti affetti)”, dal 14 dicembre “L’abbandono del divino (della perduta fede)”, dal 4 gennaio “Timoni alla deriva (delle perdute rotte)”, dal 18 gennaio “Omaggio a Mario di Iorio (dell’umana conclusione)”.

“Il percorso espositivo, suddiviso in cinque tappe – scrive l’assessore alla cultura Andrea Bullitta – rappresenta idealmente un cammino attraverso la società contemporanea: non un cammino ordinario, magari svolto da tutti noi mentre, trafelati, corriamo da un ufficio all’altro impegnati a disperdere i nostri pensieri all’interno della rete tramite i nostri smartphone, ma un cammino extra-ordinario, di quelli che richiedono un passo lento e costante, meditato, con la nostra attenzione rivolta a ricercare le particolarità di ciò che ci circonda ed il significato intrinseco che il nostro contorno vuole trasmetterci. Ecco che, per apprezzare al meglio ‘Delle perdute cose’, serve un impegno superiore, un ‘andare oltre’ le apparenze e la superficialità per leggere fra le righe quello che l’artista ci vuole comunicare.

I contenuti sono pregnanti, intensi ed importanti. Servono a farci riflettere su noi stessi, sulle nostre azioni, su come intendiamo il nostro tempo e su ciò che abbiamo intenzione di fare per il futuro, sia in termini individuali che collettivi. Non mancano, infatti, i riferimenti alla situazione generale delle nostre comunità: la corsa al materialismo ed al consumismo, la tendenza verso il basso della cultura e della conoscenza, il tema delle migrazioni non solo delle persone ma anche del pensiero, il depauperamento della religiosità e la fine della vita terrena. Assolutamente importante, inoltre, l’aspetto del ricordo degli artisti, come Mario Di Iorio, che hanno contribuito ad arricchire la storia culturale del nostro territorio e che conservano importanti legami, affettivi e familiari, con il paese di Mossa”.

Due visioni si contrappongono, per l’artista, nell’immaginare l’evoluzione futura dell’attuale complessità: “Una visione – spiega Lc-Dds – è quella riconducibile all’aumento indefinito di sviluppo incontrollato della produzione e delle risorse (e loro uso), l’altra è quella la cui scelta presuppone una decrescita e un indietreggiamento”.

L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Mossa, della Regione e di TurismoFvg e si svolge collaborazione con la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia e la Mediateca provinciale “U. Casiraghi” di Gorizia. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2019, il finissage corrisponderà però con l’installazione dell’ultima opera, il 18 gennaio.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!