Turismo in camper: anche la sosta diventa un’avventura!

21 Agosto 2015

A sfogliarla sembra un bollettino di guerra. In realtà è una rivista mensile, l’organo ufficiale dell’Ancc (che sta per Associazione nazionale coordinamento camperisti), opportunamente intitolata inCamper. Pur consapevoli che il turismo con questi mezzi non coinvolge la maggioranza degli italiani (e ovviamente dei friulani), vi segnaliamo alcune cose che si possono leggere nell’ultimo numero, il 166. Per prima cosa ci riguardano da vicino e, in secondo luogo, forniscono un quadro preoccupante di quanto sia percepito in maniera distorta il rapporto tra molte amministrazioni comunali e quei cittadini che hanno questa “insana mania” di andarsene in giro a bordo di autocaravan.

segnalePer capire però quel che sta succedendo (da diversi anni, ormai) dobbiamo chiarire un paio di cose. Tutti sappiamo che esistono “regole di comportamento” raccolte nel Codice della strada. Ma non tutti sappiamo che i camper da quel “libro” sono considerati come tutti gli altri veicoli. Nei diritti e nei doveri. Be’ i loro doveri sono facilmente intuibili, sia quando circolano che quando sostano (con qualche giusto obbligo in più, come il divieto di scarico dei liquidi, acqua sporca o peggio, nella pubblica via). Passando ai diritti, però le cose ogni tanto cominciano a zoppicare. Perché il Signor Sindaco quando emette un’ordinanza di, supponiamo, Divieto di sosta “solo per i camper” deve avere dei motivi ben fondati per farlo. Altrimenti crea, anche in buona fede, una discriminazione arbitraria e, quel che è peggio, fa “un’invasione di campo” in un ambito già regolato dalla normativa dello Stato. E’ un ragionamento semplice, che capirebbe anche un bambino (senza offesa per i bambini, che spesso capiscono più dei grandi).

Queste le premesse. E allora sfogliamolo questo “bollettino di guerra” che vede per esempio citati i Comuni di: San Vincenzo (Livorno), Norcia (Pg), Imperia, Pelago (Fi), Siculiana (Ag), Marebbe (Bz), Padova, Eraclea (Ve), Bobbio (Pc), Cecina (Li), Bardolino (Vr), Nardò (Le), Val Masino (So), Fontanellato (Pr), Pietra Ligure (Sv), Bagnoregio (Vt), Meta (Na). Grandi e piccoli, da Nord a Sud (Isole comprese). In alcuni casi si tratta di… nuovi arrivi, ma ci sono anche i recidivi. Per i primi, vabbè: tutti si può sbagliare. Ma che dire di quelli che, per esempio, ottemperano all’invito di rimuovere il divieto palesemente illegittimo rivolto loro dal Ministero dei Trasporti, salvo poi emanare una nuova ordinanza, magari con motivazioni diverse? Sono forse “storie di ordinaria burocrazia”, che non interessano al cittadino che paga le tasse (specie che pare in via di estinzione)? Magari! Talune Amministrazioni comunali resistono, vanno in giudizio, regolarmente perdono e le spese legali (alcune migliaia di euro, spesso) chi le paga? Pantalon de’ Bisognosi, naturalmente… Si dirà: eh, purtroppo, è colpa della crisi, del patto di stabilità! Crisi un cavolo: alcune vicende come quella a San Vincenzo sono cominciate dieci fa! Ma il “campione” sembra essere Bardolino, dove l’inizio delle “ostilità” risale alla prima ordinanza, emanata nel 2002.

E adesso le “buone notizie”, che ci riguardano da vicino. Nella lista delle Amministrazioni che la famigerata ordinanza l’hanno sospesa o cancellata dopo la segnalazione dell’errore fatta loro dall’ANCC figurano: Trasaghis (che l’aveva emanata addirittura nel 2006 e l’ha revocata nell’aprile di quest’anno), Lignano (due ordinanze del 2004 e del 2012, eliminate nel marzo scorso), Ronchi dei Legionari (qui c’è stata un po’ di resistenza e perciò è intervenuto il Ministero), Resia. Quest’ultimo caso è indicativo di come i responsabili pubblici si dovrebbero comportare nel rispetto delle regole: al posto del “divieto di sosta” per autocaravan e similari, il comune montano ha adottato – come suggerisce l’Ancc ai Sindaci – un “divieto di campeggio, bivacco e attendamento”. Ciò consente infatti agli amministratori di tutelare il decoro delle località, l’ambiente eccetera senza con questo creare ostacoli inutili alla circolazione e alla sosta dei veicoli destinati al turismo itinerante. E senza considerare i turisti buoni o cattivi in base al veicolo (o alla targa, come succede purtroppo ancora in qualche bella e linda località dell’Alto Adige).

Non buoni o cattivi, ma educati o maleducati. Sarebbe un altro passettino verso un Paese migliore.

Silvano di Varmo

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