Citroen Cactus, l’insolita

5 Novembre 2014

JpegLa Citroen C4 Cactus, in questi giorni sotto i riflettori e che abbiamo provato in anteprima italiana, si stacca dalla concorrenza sicuramente per un aspetto: stupisce o addirittura sconcerta. La vettura francese – è bene dirlo subito – suscita questo tipo di reazione esclusivamente sul piano estetico. Meccanica, guidabilità, prestazioni sono più che buone e, come leggerete, non sono quasi mai in discussione. Abbiamo scelto di “confrontarci” con una Cactus alimentata a benzina (1.2 PureTech 82 S&S ETG) e con cambio pilotato a 5 rapporti. L’allestimento era il Shine Edition Moonlight. Una scelta che potrebbe essere fatta da molti, insomma, tranne forse per il cambio pilotato (che caldamente consigliamo per una guida rilassata e consumi contenuti, specie nel traffico urbano).

JpegNon si può prescindere dal fin troppo abusato “donne e motori” perché nel caso di Cactus, secondo noi, il binomio calza a pennello nel valutare l’estetica. Come sempre, può piacere molto o essere ritenuta a dir poco eccentrica. Senza la minima intenzione di influenzare nessuno, diremo perciò quello che ci è piaciuto o che invece ci ha lasciato perplessi. Vista “da fuori” la vettura si colloca senza fatica nella new wave che stanno seguendo anche i concorrenti, col rischio – talvolta – di assomigliarsi (specie nella parte anteriore). A noi sembra una… ah, no! niente suggerimenti. Una cosa salta però subito agli occhi, che le altre non hanno: le protezioni laterali Airbump, che non possono passare inosservate, viste le dimensioni da “materassino da mare”. L’idea è di proteggere il più possibile la carrozzeria dalle famigerate “sportellate” (e non solo), vera croce e poca delizia di chi frequenta i parcheggi cittadini. Vista l’ampiezza dovrebbero funzionare, anche se prima di ogni altra cosa viene l’educazione. L’Airbump piacerà? Riteniamo di sì per l’efficacia, ma sul piano estetico, difficile fare previsioni. Un consiglio: attenzione agli abbinamenti con il colore della carrozzeria. Nella sede di Citroen Italia, a Milano, dove c’era più o meno tutta la gamma disponibile al lancio, abbiamo visto qualche abbinamento piuttosto azzardato.

JpegE’ il momento di salire a bordo. Prima impressione: c’è spazio, in un perimetro regolare. Seconda impressione: che strano ambiente. In effetti, anche se l’andamento della plancia è lineare, alcuni particolari attirano subito l’attenzione: le finiture del bauletto che sta davanti al passeggero, per esempio. Ricorda proprio un accessorio da viaggio, concetto ripreso anche nelle maniglie (di cuoio) per aprire/chiudere le portiere, che ricordano molto da vicino quella di una valigia. Lo sguardo non può poi ignorare il grande “tablet” che sta al centro della plancia e che sembra più ampio dei suoi reali 7 pollici con icone molto grandi: è un “lusso” quando si usa il navigatore. In una scatoletta davanti al guidatore sono invece proposti soltanto i dati essenziali per la marcia: velocità etc. La versione in prova, dotata di cambio pilotato, mostra un’altra cosa insolita: nessuna leva per “avanti”, “indietro” e “folle” ma soltanto tre grandi ma poco ingombranti pulsanti, alla base del gruppo centrale. Nessun tunnel nel mezzo; quindi facile passare da un sedile all’altro? Purtroppo no, perché a far da guastafeste c’è il “pommellone” del freno a mano (bel design, però) che, se azionato, vi aspetta minaccioso tra le due sedute. Volante (multifunzione) nella norma. Ai lati, le ormai classiche “palette” che però stan lì quasi per bellezza: non essendoci l’opzione di “cambio manuale”, servono sì a spostarsi di marcia in su e in giù, ma il controllo ce l’ha sempre l’automatismo. Per più di qualcuno un pensiero in meno.

JpegI sedili li abbiamo trovati abbastanza confortevoli. Non così – parliamo di quelli dietro – la loro gestione, almeno nella versione in prova. Gli “sganci” per poter abbattere la spalliera (pezzo unico) sono molto distanti fra loro e bisogna sollevarli in contemporanea. E se uno è di braccia corte? Comunque l’abbattimento completo non produce un piano di carico regolare. Peccato. Chi si siede dietro ha un’altra sorpresa: i finestrini non si abbassano ma si aprono a compasso e di poco. Contenti, forse, i genitori di frugoli inquieti; i passeggeri adulti un po’ meno. Visto che siamo nei paraggi, diamo un’occhiata al bagagliaio. Grande, regolare e profondo. Qualche problema potrebbe derivare dal bordo troppo alto, nel caso di oggetti pesanti.

JpegGuidata soltanto per qualche giorno (troppo poco per andare oltre semplici impressioni), la Cactus si è mostrata gradevole da guidare, agile nel traffico cittadino (visibilità buona da tutti i lati). Nelle manovre di parcheggio (specie col benzina e a motore freddo) bisogna fare un po’ d’attenzione col cambio pilotato, che tende a muovere la vettura in maniera troppo brusca e richiede continui interventi col freno. Questo 3 cilindri si rivela anche abbastanza rumoroso, ma l’abitacolo è ben isolato. Le sospensioni sono un tantino rigide per i nostri gusti, comunque la Cactus mantiene bene l’assetto anche in manovre repentine e la sensazione è di avere per le mani una vettura ben controllabile.

Silvano di Varmo

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