Una tinta fosforescente per capelli, un profumo alla Viola di Udine e un dispenser da viaggio. Premiata l’inventiva degli studenti con la tutela della proprietà intellettuale

13 giugno 2018

UDINE – Un marchio, un modello di utilità e un brevetto per gli studenti di Udine. La proprietà intellettuale entra a pieno diritto nelle scuole superiori sostenendo l’innovazione e la creatività dei giovani. Lo Studio GLP, punto di riferimento internazionale nella tutela della proprietà intellettuale, ha premiato tre progetti innovativi presentati alla fiera “Junior Achievement” di Udine che ha portato l’imprenditorialità all’interno della scuola. La classe quinta E RIM dell’ITSE Deganutti di Udine è stata premiata con la registrazione di un marchio per il progetto “Profumo di Classe”. La startup creata dagli studenti mira a valorizzare attraverso una fragranza artigianale la “Viola di Udine”, fiore caratterizzato dal petalo doppio o triplo dotato di un particolarissimo aroma. La quinta B dell’ITSE Deganutti si è aggiudicata la registrazione di un modello di utilità per il progetto 3Spencer, un dispenser per trasportare fino a tre prodotti (bagnoschiuma, shampoo, balsamo, crema corpo, dentifricio). Non certo ultimi, gli alunni della terza CMAA dell’Istituto Malignani hanno vinto la possibilità di depositare un brevetto con la startup Ciam. Acronimo di Chemical Innovation Arturo Malignani, il progetto ha sviluppato una speciale tinta per capelli ottenuta dalla curcuma, che diventa fosforescente sotto le luci ultraviolette. Interamente naturale, la colorazione chiamata “Underground Lights” sparisce da sola dopo un paio di giorni.

«Crediamo sia importante avvicinare i giovani ai temi della Proprietà Intellettuale», ha commentato Daniele Orlando dello Studio GLP che ha premiato gli studenti. «Quando si parla di Marchi, Brevetti o Modelli di Utilità, c’è spesso confusione non distinguendo l’ambito di intervento che riguarda questi tre istituti. La tutela della Proprietà Intellettuale viene troppo spesso relegata a un ambito secondario, senza considerare che non è solamente motore di innovazione, ma è anche volano di crescita e sviluppo». Lo Studio GLP, che ha sedi a Udine, Milano, Bologna, Perugia, San Marino e Zurigo, più di 70 dipendenti, oltre 7mila clienti e vanta più di 100mila casi trattati, si è fatto promotore di un cambio culturale. «In Italia molto spesso c’è una mancanza di conoscenza in questo ambito: da un lato si ignorano o sottovalutano i rischi di una mancata tutela, dall’altro non vengono compresi i vantaggi diretti ed indiretti che una politica di tutela comporterebbe. È importante che questa conoscenza parta dai giovani di oggi che saranno gli imprenditori e gli innovatori di domani», aggiunge Orlando.

I vantaggi sono chiari. L’EUIPO – ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale – ha infatti stimato che circa il 39% dell’attività economica totale e il 26% di tutta l’occupazione nell’UE sono direttamente generati da settori ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale. Le imprese che possiedono diritti di proprietà intellettuale hanno entrate per dipendente in media superiori del 28% rispetto a quelle che non ne possiedono. Inoltre, sebbene solo il 9% delle PMI possieda diritti di proprietà intellettuale registrati, queste imprese ottengono quasi il 32% in più di entrate per dipendente rispetto alle altre.
Conclude il referente dello Studio GLP: «Oggi occorre investire sulla cultura dell’innovare perché solamente con le innovazioni è possibile un progresso tecnologico ed economico di un sistema sociale. Il tutelare queste idee è solamente il risultato ultimo di un processo di innovazione».

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