Una firma per dire no ai formaggi con latte in polvere

22 Agosto 2015

SAVOGNA D’ISONZO – Tourism_Net.FVG si schiera a fianco di Slow Food per la tutela dei prodotti italiani di qualità fornendo il proprio supporto per la raccolta di firme a sostegno della petizione che chiede al Governo di non modificare la legge italiana che proibisce l’uso di latte in polvere per fare formaggio nonostante le pressioni della Commissione Europea.

Fino ai primi di settembre in tutte le strutture della rete d’impresa regionale albergatori e ristoratori illustreranno ai clienti la campagna nazionale “Slow Food – no ai formaggi con latte in polvere” alla quale potranno poi aderire. L’obiettivo è infatti contribuire con un migliaio di firme, che verranno poi consegnate a Slow Food a Cheese, l’evento biennale che si svolgerà il 19 settembre a Bra per celebrare i migliori formaggi a latte crudo del mondo e i loro produttori.

“L’attuale normativa ha contributo alla tutela del patrimonio caseario di tutto il Paese ma ora, con la scusante della libera circolazione delle merci, l’Ue rischia di abbassare la qualità dei formaggi italiani. A farne le spese sarebbero in primo luogo i consumatori ma anche chi vuole offrire prodotti di alto livello in un mercato sempre più attento all’origine della materia prima – spiega l’amministratrice di Tourism_Net.FVG, Giuliana Ganzini Quendolo -. Abbiamo già raccolto numerose adesioni anche da parte di turisti stranieri, i quali quando visitano il Friuli Venezia Giulia cercano prodotti locali di qualità garantita”.

Soddisfatto dell’adesione di Tourism_Net.FVG il Presidente di Slow Food Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Plett. “Ogni anno scompaiono formaggi, razze animali, pascoli, pastori, mestieri e saperi antichi. Non perdiamo soltanto latti e formaggi più buoni – dichiara Plett- . Sono in gioco la nostra cultura del cibo e la libertà di scegliere cosa mangiare. È necessario opporsi alla standardizzazione del cibo proteggendo i piccoli produttori e la biodiversità. Non facciamo un passo indietro su qualità e sostenibilità. Anzi, facciamo un passo avanti e chiediamo a tutti i Paesi europei di affermare un principio molto semplice: il formaggio si fa con il latte. Se l’Italia ammettesse la produzione di formaggi anche con latte in polvere non farebbe altro che aumentare la confusione dei consumatori, penalizzando ulteriormente i produttori virtuosi”.

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