Tutela della Ribolla Gialla: nessuna notizia… dal fronte

11 Gennaio 2019

UDINE. «A tutt’oggi, purtroppo, non ci risulta essere stato ancora condiviso alcun accordo sulla tutela della Ribolla gialla. Ovviamente, sarebbe positivo ogni passo avanti su un tema che sta molto a cuore alle cantine cooperative che, da sole, veicolano oltre il 40 per cento del vino regionale, Ribolla compresa. Tuttavia, l’ultimo incontro, sulla questione della tutela della Ribolla alla quale ha partecipato la cooperazione, si è svolto a inizio novembre e, in tale occasione, permanevano evidenti distanze tra le parti su alcuni nodi fondamentali. Da quel giorno, non siamo più stati informati di nulla e non ci è stata recapitata alcuna bozza di disciplinare condiviso».

Sono le parole del presidente di Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti. «Agli incontri con gli altri protagonisti della filiera abbiamo sempre portato, in maniera costruttiva, il nostro punto di vista ma, a oggi, ci pare che ancora sulle questioni fondamentali non ci sia una visione unitaria. A partire dal nome della barbatella, ancora da individuare e da far approvare dal Comitato nazionale della vite e del vino. Tra l’altro – spiega -, se è uno dei due sinonimi del vitigno attualmente registrati, la strada può essere in discesa ed è ciò che auspichiamo. Se, invece, la filiera vorrà un nuovo nome, la questione della tutela si allungherà di parecchi mesi, tenendo conto che il Comitato si riunisce poche volte all’anno e la seduta di gennaio non è più utile. Per proseguire, inoltre, sul tema delle rese, che ha un ruolo fondamentale nel bilancio economico della coltivazione dei vitigni: e la Ribolla non sfugge a questa regola vitale per le aziende. Siamo sempre stati convinti che l’autoctono, sotto i riflettori da molti mesi, abbia bisogno urgente di tutela e valorizzazione. Siamo dispiaciuti che il 2018 si sia chiuso con un nulla di fatto e siamo pronti a giungere a un accordo in tempo utile per la vendemmia 2019, discutendo quanto prima l’annunciata bozza finale del disciplinare. Una volta giunti a questo passaggio condiviso e approvato dalla filiera – rassicura Francescutti – non mancheranno le firme della cooperazione».

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