Trattoria alla Luna di Gorizia nel club del Buon Ricordo

21 Gennaio 2018

GORIZIA. Si fregia del titolo di “Locale storico del Friuli Venezia Giulia”, la Trattoria alla Luna di Gorizia, entrata ora a far parte dell’Unione Ristoratori del Buon Ricordo, da 54 anni alfiere dell’eccellenza della tradizione gastronomica regionale italiana. Un prestigioso traguardo quindi per una delle due nuove insegne che dal 2018 arricchiscono la schiera del Buon Ricordo, che conta in Friuli Venezia Giulia (una delle regioni più rappresentate) altri 10 ristoranti: Al Lido di Muggia, Al Ponte di Gradisca, Al Sole di Forni Avoltri, Carnia di Venzone, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, La’ di Moret di Udine, La Pergola di San Daniele, Locanda Al Castello di Cividale e Lokanda Devetak di San Michele al Carso.

Sono oggi un centinaio i ristoranti associati al sodalizio, fondato nel 1964 per salvaguardare le tante tradizioni e culture gastronomiche del Bel Paese, che rischiavano di scomparire davanti alla moda allora in auge della cucina internazionale. Allora era cucina del territorio, ma lo è ancor oggi. Una cucina dove venivano privilegiati i prodotti a km zero ben prima che diventassero di moda e la tradizione culinaria regionale, ora come un tempo, viene valorizzata, coltivata, interpretata al passo con i tempi. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica artistica Solimene di Vietri sul Mare, su cui è effigiata la specialità del locale (che deve essere tenuta nel menu tutto l’anno), che viene donato agli ospiti perché si ricordino della piacevole esperienza culinaria provata. La specialità della Trattoria alla Luna sono i Gnocchi dolci, omaggio a Gorizia e alla sua cucina mitteleuropea.

Il locale si trova in pieno centro a Gorizia, a due passi da piazza della Vittoria (l’antica “piazza grande”, luogo di mercati e cerimonie pubbliche, ai piedi del colle del castello), la Trattoria alla Luna è stata aperta nel lontano 1876 da Antonio Cadorini, come posto di ristoro e locanda con cambio cavalli per le carrozze, un luogo di ritrovo di commercianti del vicino mercato e viaggiatori che, giunti a Gorizia, si fermavano alla Luna per dormire e far riposare i cavalli nelle scuderie. Nel giardino interno vi era anche un teatrino per allietare i clienti. Entrare nel locale, gestito dal 1956 dalla famiglia Pintar, è come compiere un viaggio a ritroso nel tempo, attraversando le tradizioni della Mitteleuropa. A gestirlo è ora Elena Pintar, figlia di Milan, che per tanti anni ha tenuto viva una tradizione gastronomica convergente dal Friuli, dal Carso, dalla Slovenia e dall’Austria. Caratteristica l’accoglienza di Elena e mamma Celestina, in costume tipico goriziano. A rendere ancora più accogliente l’ospite un arredamento caldo e informale, con innumerevoli oggetti di un tempo appesi a pareti e soffitto.

Prima di accomodarsi a tavola, si può indugiare al banco per un Rebekin (il moderno aperitivo di oggi) con un buon calice di vino accompagnato da una polpetta, da una sardella fritta, da una tartina di Liptauer oppure dal prosciutto cotto in crosta di pane con kren, e altro ancora. In menu i piatti della tradizione slovena, friulana e goriziana, con pietanze balcaniche e austriache: cevapcici (salsiccette di carne mista speziata), lubianska (carne impanata farcita di prosciutto e formaggio), pesce proveniente dal vicino Adriatico, fritto o marinato, e seppie in umido con piselli e polenta, la dolce gibanica, pregna di ricotta, uvetta, semi di papavero e altre spezie.

Eccellente la cantina, che spazia dagli autoctoni del vicino Collio a bianchi aromatici di tutta la Regione, dai migliori prodotti del Carso e dell’Isonzo ai rossi tradizionali dei Colli Orientali del Friuli. Grappe di produzione friulana o fatte da mamma Celestina, come quella ai frutti di Sambuco, e un delicato liquore di Terrano come digestivi. Tutti gli ingredienti delle ricette sono autoctoni (come la Rosa di Gorizia, pregiato radicchio invernale) o a km zero.
La specialità del locale goriziano sono i gnocchi dolci, tipici della tradizione goriziana: sono grossi, sferici, di patate e si possono preparare con il ripieno di susine (è la ricetta più usata), oppure di albicocche, di fichi, d’uva o di ciliegie: insomma con tutta la frutta prodotta ancor oggi sulle colline del Collio goriziano. E’ un sostanzioso primo piatto, ma sono ottimi anche come dolce. Una pietanza che nasce dalla vocazione del Collio (noto oltre per i suoi grandi vini) alla frutticoltura. Dal 1700 a metà del 1900 vi si produceva infatti una grande quantità di susine, che venivano perfino esportate in Europa e in America.

C.S.

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