Stampa la tua idea in 3D: vince il concorso Pietro Tentor

13 Maggio 2015

 

214_TS-MiniMaker-2015_phMassimoGoinaTRIESTE – Si chiama Pietro Tentor lo studente di 18 anni di Cervignano del Friuli che ha vinto la seconda edizione del concorso “Stampa la tua idea in 3D”, promosso da Immaginario Scientifico, Science Dissemination Unit (SDU) del Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) di Trieste, e SciFabLab-Scientific Fabrication Laboratory, a cui hanno partecipato gli studenti delle scuole secondarie di II grado del Friuli Venezia Giulia.

Sabato 9 maggio, sul palco della Trieste Mini Maker Faire – la fiera delle invenzioni che ha visto la prensenza di 317 “maker” e 16.000 visitatori – Pietro, dell’ITT Malignani di Cervignano del Friuli (UD), è stato premiato per il suo progetto Chika: si tratta di un’originalissima tazza per ramen giapponese con portabacchette, che permette di mantenere il calore senza scottarsi le mani. La tazza, è stata stampata in 3D ed esposta alla Maker Faire. Il vincitore è stato premiato da Alessandro Ranellucci, inventore del software open source per le stampanti 3D Slic3r, perché il suo progetto è stato ritenuto quello maggiormente funzionale e con più facilità di essere riprodotto e utilizzato.

Al concorso Stampa la tua idea in 3D hanno partecipato gli studenti delle scuole secondarie di II grado del Friuli Venezia Giulia, proponendo un oggetto che non esiste e realizzandone il progetto grafico, utilizzando un software di modellazione tridimensionale. I 3 progetti più originali, più utili e che meglio hanno saputo interpretare la sfida, sono stati stampati in 3D e saranno esposti al pubblico nel corso della Trieste Mini Maker Faire del 9 e 10 maggio 2015.

Dai primi esordi negli anni ’70 a oggi, la stampa 3D ha compiuto passi da gigante, avventurandosi in campi d’applicazione sempre più vari e diventando sempre più accessibile ai non esperti.
Ogni giorno nel mondo si stampano in 3D oggetti di qualunque tipo, dai componenti di aeromodelli ai capi d’abbigliamento: la Nasa, per esempio, sta studiando il modo di ottenere dalle stampanti 3D persino il cibo per gli astronauti impegnati in lunghe missioni nello spazio. La tecnologia della “produzione additiva” sta vivendo il suo momento di maggiore notorietà e diffusione, anche e soprattutto per merito della filosofia open source che consente la libera circolazione di idee e progetti in Rete, l’abbattimento dei costi di realizzazione e la semplificazione dei processi.

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