Sostenere le cooperative in Europa: appello ai neo-eletti

6 Giugno 2014

PORDENONE. Un’Europa che valorizzi la cooperazione come risposta all’attuale crisi economica: Confcooperative Pordenone fa proprio l’appello dell’Alleanza delle Cooperative italiane ai neo parlamentari italiani eletti e soprattutto a quelli locali chiede un dialogo continuo per portare in sede europea la voce del territorio, il quale è a livello di Unione europea uno di quelli con la maggiore densità cooperativa. Infatti nell’Unione europea sono circa 160 mila le imprese cooperative con 123 milioni di soci, le quali danno lavoro a 5,4 milioni di persone, contribuendo in media al 5% del Pil di ciascun Stato membro. Media che vale doppio nella provincia di Pordenone, dove le cooperative producono oltre il 9% del Pil.

Virgilio Maiorano

Virgilio Maiorano

“Il modello imprenditoriale cooperativo – ha dichiarato il presidente di Confcooperative Pordenone Virgilio Maiorano – contribuisce al pluralismo economico e si è dimostrato in questi tempi di crisi più resistente rispetto alle imprese tradizionali, sia per il mantenimento dell’occupazione che per il basso tasso di chiusura aziendale, anche qui in provincia di Pordenone, dove le cooperative sono state un freno alla delocalizzazione. Inoltre nonostante la crisi continuano a essere costituite cooperative in settori innovativi. Per questo chiediamo ai neo parlamentari europei locali di sostenere il sistema cooperativo e promuovere la conoscenza del cooperativismo anche nelle zone dell’Europa in cui non è diffuso, zone dove il sistema Pordenone, ad alto tasso di cooperazione, potrebbe ‘esportare’ le proprie buone pratiche. Inoltre chiediamo un dialogo costante che porti le nostre esigenze territoriali a Strasburgo. La cooperazione è il presente ma anche il futuro dell’Europa”.

Una linea, quella dell’incentivo alla cooperazione, che già il precedente Parlamento europeo nel 2013 aveva deciso grazie al Rapporto di Iniziativa sul ruolo della cooperative nel superamento della crisi presentato dalla parlamentare italiana Patrizia Toia. Ora ai neoeletti italiani viene chiesto di continuare su questa strada. “Nel nostro territorio – ha concluso Maiorano – siamo in una fase di passaggio delicata ma anche stimolante: le grandi aziende storiche che hanno creato lo sviluppo nel Dopoguerra hanno ormai centri decisionali fuori dai confini provinciali, se non d’Italia, mentre le nuove aziende dinamiche, seppur di successo, ancora non hanno raggiunto le dimensioni delle prime. In mezzo il ‘tessuto economico connettivo’ di tante piccole e medie imprese, molte delle quali cooperative, che qui creano ricchezza e occupazione e qui rimarranno senza delocalizzare: a loro devono dare risposte le istituzioni, a partire da quelle dell’Unione europea”.

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