Sicurezza e accoglienza all’esame del Pd udinese

23 Gennaio 2016

UDINE. L’immigrazione a cui assistiamo, ormai da lungo tempo, è un fenomeno epocale. Un’immigrazione “diversa” da quella a cui siamo abituati. Ecco che, causa anche i recenti fatti di cronaca, gli udinesi percepiscono la propria città come meno sicura. Questo per il Pd – si legge in una nota – non è accettabile. Quella dell’immigrazione e dei richiedenti asilo è una questione di primaria importanza per il partito di maggioranza a palazzo d’Aronco, tanto che, nei giorni scorsi, direzione e segreteria si sono riunite per discuterne.

La paura che lamentano i cittadini è diversa dal solito. Si tratta di un timore per la propria sicurezza, per lo straniero, il diverso, per ciò che non si conosce. Questo per i dem non è ammissibile: gli udinesi “devono sentirsi sicuri di uscire e di continuare la loro vita”. Partendo da questa considerazione, il Pd ritiene che «non ci può essere sicurezza senza accoglienza perché i profughi continueranno ad arrivare e non è possibile arrestare il flusso, non nel più prossimo futuro, almeno». L’una, l’accoglienza, non esclude quindi l’altra, la sicurezza. Si tratta di due componenti che per forza di cose devono, oggi, lavorare assieme. Molto è già stato fatto a diversi livelli. Molto altro è necessario fare per rendere l’atmosfera in città sempre più serena.

“Importante quindi continuare a lavorare su soluzioni concrete”. Come già si sta facendo da tempo. Molte, infatti, le azioni che l’amministrazione comunale sta portando avanti, in particolare per offrire sempre maggiore sicurezza ai cittadini. Innanzitutto il sistema di telecamere che controllano la città, ma anche i costanti controlli delle forze dell’ordine – non a caso, proprio in occasione degli ultimi fatti di cronaca, i colpevoli sono stati subito fermati e identificati -. Accanto a ciò i dem auspicano una maggiore partecipazione dei comuni che fino a oggi si sono rifiutati di accogliere i profughi. Ricordando che questa richiesta è più volte arrivata da parte del sindaco Honsell e dalla Regione, ma che in molti non hanno ascoltato. “Questa – si precisa nel comunicato – potrebbe limitare la concentrazione dei profughi e migliorare la qualità di vita dei cittadini”. Anche i programmi di educazione già attuati dal Comune sono la giusta strada per arrivare a un’accoglienza appropriata. L’unico modo per creare integrazione.

Ma la lunga discussione ha trattato un altro punto di primaria importanza: “la necessaria pretesa del rispetto delle nostre regole di convivenza civile”. In primo luogo è importante porre attenzione sulla parità di genere, un valore inalienabile, non da meno, il rispetto per le norme di comportamento vigenti. “Importante quindi ricordare – si sottolinea – che chi si macchierà di reati sarà immediatamente espulso. La situazione si caratterizza per molte complessità, ma il nostro impegno per trovare le soluzioni migliori per i cittadini sarà sempre costante”. Le prime linee guida possono essere individuate quindi individuare nell’imminente adozione del nuovo regolamento della polizia urbana, ma anche nella prossima installazione di telecamere, e ancora nell’auspicato approntamento di altri punti mensa oltre a quello di via Ronchi, nello snellimento delle procedure di riconoscimento dello stato di rifugiato, nella programmazione di corsi di cultura oltreché di lingua italiana come già ci sono, nell’attuazione effettiva del piano di accoglienza diffusa in tutti comuni e non solo nelle città, in un rafforzamento dell’opera di vigilanza da parte delle forze dell’ordine, nello studio di altri possibili interventi nell’ambito delle pari opportunità. È con questa sintesi che la serata è giunta al termine.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!