Serena Pellegrino sostiene il Manifesto di Coldiretti

28 Febbraio 2018

UDINE. Domani 1° marzo Serena Pellegrino (candidata LEU per il Senato) incontrerà direttore e presidente di Coldiretti Udine, per discutere i punti del manifesto politico per la nuova legislatura elaborato dall’associazione di categoria a livello nazionale e rivolto ai candidati delle elezioni politiche e delle amministrative regionali. ”Ritengo che oltre ai temi ben evidenziati da Coldiretti – sottoscritti tutti, a partire dall’etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti per certificarne provenienza e filiera fino alla riforma del corpus dei reati in campo agroalimentare – vadano aggiunti all’agenda legislativa una serie di impegni ulteriori, logica continuazione di battaglie e percorsi già intrapresi e condivisi, a livello nazionale e a livello regionale.

Innanzitutto quello di mantenere l’Italia OGM FREE e ad intervenire specificatamente sulla certificazione ai consumatori della presenza o dell’assenza degli OGM nel settore zootecnico e nell’industria alimentare. Se vogliamo tenere assieme – prosegue in una dichiarazione – i concetti di cibo buono, sano e disponibile in quanto tale per tutti, è evidente che le politiche per l’agricoltura devono essere orientate all’armonioso e sostenibile sviluppo economico e sociale dei territori ed impedire che le attività di coltivazione e allevamento siano da inserire tra le principali cause di alterazione, devastazione e depauperamento del suolo e delle risorse. Con l’aggravante dei danni causati dalla pressione sempre più forte del cambiamento climatico, disastrosa in moltissime aree del nostro Paese, e con la responsabilità e l’urgenza di definire corretti interventi di mitigazione e supporto nei territori in maggiore difficoltà, soprattutto a fini irrigui.

Dobbiamo impedire – conclude – che l’agrochimica sia la chiave di volta della produzione, ad un prezzo altissimo pagato dalla salute della terra, dell’acqua, dell’atmosfera, degli animali, dei consumatori e degli stessi agricoltori. Il questa direzione, la creazione dei biodistretti è lo strumento con cui tutelare non solo la filiera ma anche il territorio nella sua interezza, coinvolgendo in maniera trasversale altri settori economici e altre istituzioni. La sostenibilità del cibo è una questione di giustizia sociale non soltanto sotto il profilo del garantire che tutti abbiano da mangiare, ma anche relativamente all’equa distribuzione di valore e reddito a tutti i soggetti della filiera agroalimentare, in primis ai lavoratori dell’azienda agricola e con particolare attenzione per le frequenti condizioni di sfruttamento e illegalità“.

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