Rinasce l’Arengo udinese

4 Ottobre 2015

UDINE. Momento storico nella “Capitâl dal Friûl”. “Autoriconvocata” dal basso, per iniziativa di due sodalizi cultori delle tradizioni civili locali, nella fattispecie il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, si è riunita di nuovo, a 502 anni dalla sua abolizione causa furibonde lotte intestine, l’assemblea popolare del Comune di Udine ossia quell’Arengo partecipativo che tradizione vuole istituito dal patriarca medievale aquileiese Bertrando di Saint Geniès. L’assise è stata ospitata dall’Amministrazione comunale nei locali della Loggia del Lionello.

ScorcioL’“autoriconvocazione” civica è avvenuta attraverso una campagna informativa, avviata dal Fogolâr Civic direttamente sul territorio, con possibilità di preiscrizione all’assemblea cui, si precisava, sarebbe stata ammessa a pieno titolo solamente “la cittadinanza udinese iscritta nelle liste elettorali del Comune, esclusi coloro che ricoprono cariche istituzionali d’elezione o nomina politica”. Ai cittadini, come ricordava il manifesto di convocazione, in versione bilingue, italiana e friulana, sarebbe stata riconosciuta la tradizionale facoltà di “direttamente proporre e palesemente votare le più varie istanze inerenti al governo del bene collettivo nonché candidarsi ed eleggere propri rappresentanti comuni che liberalmente ne seguano l’iter presso le Pubbliche Amministrazioni o altri soggetti destinatari”.

Il giuramento di Renata Capria D'Aronco

Il giuramento di Renata Capria D’Aronco

Dopo il discorso inaugurale tenuto dal presidente dei sodalizi promotori, prof. Alberto Travain, terminato con un silenzioso omaggio alla memoria dello scomparso leader politico udinese prof. Adriano Ioan,  si è proceduto con la presentazione e messa ai voti di proposte e istanze popolari. Approvata la proposta del presidente Travain, tesa a configurare un organigramma provvisorio di cariche, cui affidare, con mandato annuale, onorario, ampiamente discrezionale eppure con verifica alla scadenza, la riorganizzazione dello storico consesso. Funzioni organizzative presidenziali sono state conferite dall’assise, con l’antico titolo di “camerarius” o “cameraro / cjamerâr”, alla prof.ssa Renata Capria D’Aronco, mentre ruoli di garanzia sono stati attibuiti allo stesso prof. Travain e al geom. Sergio Bertini, eletti alla carica di “procuratores” o “procuratori / procuradôrs”. Incombenze segretariali di documentazione dell’attività assembleare, con la qualifica di “cancellarius” o “cancelliere / cancelîr”, sono state delegate dal consesso al dott. Carlo Alberto Lenoci.

L’assemblea, istituendo propri collegi elettorali in base a una terminazione territoriale provvisoria “per quinterios”, proposta dal prof. Travain e ispirata all’antico sistema radiale di circoscrizioni aggreganti quartieri centrali e periferici, ha anche votato tre “consiliarii” o “consiglieri / conseîrs” nelle persone della dott.ssa Maria Luisa Ranzato e delle signore Jole Deana e Italina Della Schiava, con specifico mandato di sviluppare il progetto civico partecipativo. Tutti gli eletti hanno quindi prestato giuramento, in italiano e in friulano.

Il rinnovato Arengo ha poi approvato un’istanza proposta sempre dal prof. Travain, indirizzata a Sindaco, Giunta e Consiglio comunali, richiedente una verifica delle “strategie adottate dalla Pubblica Amministrazione udinese al fine di evitare l’eventualità che il personale burocratico possa costituirsi in pernicioso schermo tra la cittadinanza e le sue rappresentanze elettive”. L’assemblea ha anche fatto propria la segnalazione di Mirella Valzacchi, rivolta all’Amministrazione urbana ma ancor prima, per competenza, a Regione e SAF, circa i “ricorrenti disagi registrati in particolare da anziani e disabili a causa delle condizioni di guida e praticabilità degli autobus cittadini che ne fanno non di rado una sorta di barriera architettonica da evitare”. L’assise ha anche aderito alla richiesta, formulata dal dott. Lenoci, di seri controlli tesi a reprimere l’indebita occupazione delle aree di parcheggio riservate ai portatori di handicap.

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