Non vi va di cucinare? Una telefonata e arriva Natasha

22 Settembre 2015

Vi piace mangiar bene, ma una sera non avete alcuna voglia di spignattare? Vi arrivano degli amici per un’allegra improvvisata e la vostra dispensa non riesce a reggere l’urto? Non vi va di uscire per andare a fare la spesa? Volete imparare a cucinare, ma non vi piacciono i corsi collettivi? A tutte queste risposte, e a diverse altre, ci ha pensato Natascha, un tecnico della ristorazione diplomatasi all’istituto alberghiero (5 anni di superiori dopo le medie) e dall’età di 15 anni a lavorare in diverse cucine di noti ristoranti, e ora messasi in proprio per “uscire dalla cucina e avere un contatto diretto con i clienti, per dimostrare la mia professionalità e mettermi a loro disposizione per qualsiasi necessità nel campo del cibo”.

DSCN6799Lei è Natasha Noia, ventisettenne nata a Udine da padre calabrese e poi trasferitasi nell’Isontino, dove ha aperto la sua attività a Farra d’Isonzo. Ma lei non è quasi mai a casa, in quanto chiamata spesso a questo o a quel domicilio a prestare la sua opera. E per fare ciò si è attrezzata con un furgoncino rosso con all’interno una vera e propria dispensa mobile, con “prodotti di ottima qualità”, come ci tiene a precisare. Non solo per chiamate d’emergenza dei suoi clienti, quando i negozi sono chiusi e a casa manca sempre qualcosa, ma anche per avere l’autonomia in caso di richiesta di una cena da allestire a domicilio, magari dell’ultima ora. Ebbene, la chef mobile, come le piace essere definita, è sempre pronta a scattare e a fare in pratica quello che le piace. Questa è la sua nuova attività.

Quindi basta avere a portata di mano il suo numero telefonico (3470499421) e il gioco è fatto. Uno squillo e Natasha parte con il suo furgoncino attrezzato e vi prepara il manicaretto prescelto oppure, se lasciate decidere a lei, parte con le sue specialità. “Sono in grado – afferma con una punta di orgoglio – di preparare fino a 50 coperti. Sembra quasi impossibile a chi non mi ha mai visto operare, ma ve l’assicuro che l’ho già fatto. Quattro le cose importanti: organizzazione, concentrazione, disciplina e metodo”. Quali sono le sue specialità? “Per i friulani sicuramente il frico – a modo mio – e la polenta con salame all’aceto, ma la mia passione è il pesce, dal pulirlo a cucinarlo, poi la cucina gustosa, ma leggera. Il plus è la pasta al pomodoro e basilico, da leccarsi i baffi. In più – continua Natasha – il mio valore aggiunto, quello di instaurare un rapporto diretto con il cliente, un rapporto di feeling interpersonale”. Qual è la tua idea del lavoro, oggi? “Credere nelle nostre possibilità, crescere e lavorare con maggiore creatività e mai scappare dall’Italia”.

La passione per i fornelli è iniziata già da bambina, quando raccoglieva le ricette stampate sulle confezioni dei prodotti. Ora il desiderio che si sta lentamente avverando è quello di uscire dalla cucina e far entrare i clienti. Cosa ne pensi dei tanti programmi di cucina che ci propina giornalmente la tivù? “Possono servire, ma a volte i meccanismi di cucina non sono reali, è in sostanza una spettacolarizzazione”.

Claudio Soranzo

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