Nella nuova cantina Forchir rispetto per vino e ambiente

20 Giugno 2018

Cantina Forchir a Camino

CAMINO AL TAGLIAMENTO. Oltre un centinaio gli invitati che hanno applaudito la famiglia Bianchini all’inaugurazione della nuova cantina ecosostenibile, ampliata e implementata per soddisfare tutte le esigenze operative e gestionali dell’azienda Forchir, una delle prime realtà friulane nel campo della viticultura, sorta nel lontano 1904 grazie alla nobile casata che porta tuttora il suo nome. Al timone c’è oggi Gianfranco Bianchini, quarta generazione di viticoltori, assieme alla figlia maggiore Giulia, nell’attesa che crescano e si appassionino pure loro del nettare degli dei altri due figli maschi. La società agricola conta su una superficie vitata di oltre 243 ettari che si trovano al centro della denominazione Friuli Grave, divisi in tre differenti zone: Camino al Tagliamento, Spilimbergo e Precenicco, che permette all’azienda di ottimizzare il concetto di “terroir”, il rapporto tra vitigno, clima e terreno che non può venire riprodotto altrove, in condizioni pedologiche e climatiche favorevoli affinché i vitigni possano esprimere tutto il loro potenziale.

Un emozionato Gianfranco Bianchini ha raccontato le vicissitudini della sua azienda, nella quale era entrato come enologo e poi è divenuta di sua proprietà. A dargli man forte la mamma ottantacinquenne che ha tagliato il nastro sorretto dai nipoti, alla presenza delle autorità politiche e religiose, ai tanti collaboratori, parenti e amici che hanno salutato l’evento con un fragoroso applauso. A tessere le lodi della famiglia Bianchini e plaudere all’iniziativa anche l’agronomo ed esperto di viticultura Claudio Fabbro e il presidente regionale degli enologi Rodolfo Rizzi.

Ma quanto conta la produzione di Forchir? “Credo abbastanza – risponde Gianfranco – dal momento che esportiamo i nostri vini in almeno 24 Paesi del mondo, un vanto per il made in Italy e per la friulanità”. Da qualche anno in azienda si è passati alle cosiddette “viti resistenti”, studiate per resistere appunto a ogni tipo di problemi. A quando la prima vendemmia? “Proprio quest’anno in autunno faremo il primo raccolto – prosegue Bianchini – e ne sono molto orgoglioso. Abbiamo studiato assieme all’università di Udine ben dieci anni per raggiungere i migliori risultati”.

Con la vendemmia 2018 l’azienda Furchir vinificherà i primi Sauvignon e Friulano da vitigni resistenti alle malattie. La sostenibilità ambientale, in particolare nella coltivazione della vite, è diventata ormai un’esigenza imprescindibile. L’ateneo friulano assieme ai Vivai cooperativi di Rauscedo – dopo anni di ricerca, ibridazioni e sperimentazioni – sono stati in grado di fornire delle ottime barbatelle resistenti alle malattie. L’azienda di Bianchini è stata tra le prime in Italia a intuire e concretizzare questo nuovo modo di produrre il vino.

La modernissima cantina di vinificazione Forchir è Carbon free, autoproducendo energia rinnovabile ricavandola dal sole con un impianto fotovoltaico da 150 Kw e dalla terra (tramite un impianto geotermico) e ha emissioni inquinanti pari a zero; è dotata di presse soffici, controllo automatico delle temperature, vinificazione in assenza di anidride solforosa, impianto di imbottigliamento in ambiente sterile, con produzione di 3.000 bottiglie all’ora, termocondizionato per un’ottimale conservazione del prodotto.

Interessante pure il progetto realizzato da Bianchini: basse rese per ettaro per produrre vini di qualità, ottima mineralità grazie alla tipologia di terreno e solo monovitigno e grandi profumi. Il risultato è un vino perfetto che riesca a esprime il territorio d’origine e che, nel rispetto del consumatore, mantenga il migliore prezzo possibile. Per quanto riguarda la vinificazione l’uva bianca viene sottoposta a pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata, breve macerazione sulle proprie bucce (24h), maturazione in acciaio (Charmat lungo per gli spumanti; 12 mesi sui lieviti la Ribolla Gialla). Per le uve rosse la macerazione sulle bucce in assenza di rimontaggi meccanici per evitare estrazioni di tannini verdi, in vasche Inox con metodo Ganimede (che sfrutta il potenziale del gas naturale di fermentazione per ottenere un’estrazione delicata ed efficace delle sole sostanze nobili); maturazione in acciaio e poi un anno in bottiglia prima di uscire sul mercato.

Da Forchir è notevole l’attenzione per il minimo utilizzo di anidride solforosa, che rimane sempre sotto i 60 mg/litro nella fase di imbottigliamento. I vini prodotti sono (tra le bollicine) il JOY extra brut, la Ribolla Gialla Brut, il Prosecco Doc extra-dry e il Moscato Rosa spumante dolce. Tra i bianchi classici lo Chardonnay, il Pinot grigio, il Sauvignon, il Friulano e il Traminer; tra i rossi classici Cabernet Sauvignon, Merlot e Refosco dal peduncolo rosso; tra i Cru Refoscone, Maraveis, Pinot noir, Ribolla gialla. La produzione annua è di circa 1.300.000 bottiglie ricavate da 18 mila ettolitri di vino, derivati dalla raccolta di 23 mila quintali d’uva, con una resa quindi di circa 100 quintali per ettaro di vigna.

Claudio Soranzo

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