Modifiche alla Spazzacorrotti dopo l’allarme di Anci Fvg

15 Maggio 2019

TRIESTE In seguito alla presa di posizione di Anci Fvg e del presidente Pezzetta nella riunione dei presidenti delle Anci regionali nel marzo scorso, all’interno del Decreto crescita ora in approvazione sono previste alcune sostanziali modifiche alla Legge nazionale 3, cosiddetta “spazzacorrotti”, norma che in Fvg aveva sollevato l’allarme delle associazioni del volontariato. L’articolo 43, infatti, prevede che le associazioni che abbiano nei propri organi direttivi una o più persone che hanno occupato incarichi politici nazionali o locali nei 10 anni precedenti (consiglieri comunali inclusi), siano tenute ad obblighi di trasparenza e di certificazione dei propri bilanci, con oneri e costi spesso del tutto sproporzionati rispetto alle dimensioni e all’attività stessa dell’associazione.

L’allarme lanciato da Anci Fvg in sede nazionale ha colpito nel segno e sono infatti previsti i seguenti emendamenti: abbassare il limite di tempo dall’ultimo incarico politico da 10 a 6 anni, escludere dagli obblighi della nuova legge le associazioni con ex amministratori comunali dei comuni sotto i 15 mila abitanti, escludere tutte le associazioni iscritte al Registro nazionale del terzo settore. Da parte sua, Anci nazionale richiederà modifiche più stringenti: di abbassare ulteriormente il limite temporale a 2 anni e di alzare la soglia ai comuni sotto i 100 mila abitanti. La linea condivisa dall’esecutivo di Anci Fvg sarebbe ancora più drastica, ovvero per un totale superamento degli obblighi previsti dalla norma, ma l’associazione regionale dei sindaci è comunque soddisfatta del risultato per ora ottenuto.

Il 27 marzo, infatti, durante la riunione dei presidenti Anci a Roma, Pezzetta segnalò la questione all’associazione nazionale sollevando l’altissimo rischio di “una norma che lede il diritto fondamentale sancito dall’articolo 118 della Costituzione per cui gli Enti favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà. Le legge 3, invece, dissuade dalla partecipazione alla vita associativa gli ex consiglieri comunali e gli ex sindaci che spesso sono determinanti per l’operatività di migliaia di piccole associazioni”.

La legge di fatto costringerebbe tutte le associazioni – anche le più semplici come le pro loco, le bocciofile, l’associazione dei donatori di sangue, le società sportive dilettantistiche – che abbiano nei propri organi direttivi anche solo un ex consigliere comunale, a dover espletare degli obblighi del tutto sproporzionati e spesso così costosi da mettere in difficoltà la sopravvivenza stessa dell’associazione. Sono intervenuti: Roberto Revelant, Roberto Trevisan, Lavinia Clarotto, Dorino Favot, Pino Napoli, Fabrizio Cigolot.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!