La “rivoluzione” di Blasone

17 Aprile 2013

Da sinistra, Bardini, Piubello e Blasone

UDINE. Un’ottantina tra allenatori e semplici appassionati, tra cui storici volti quali Gorlato, Paderni, Parpinel, Paschini, Pressacco, hanno partecipato alla settima edizione di “Incontro con il Personaggio” con protagonista Mario Blasone, noto coach professionista dal grande palmares a livello internazionale. L’evento, ideato e prodotto da Massimo Piubello, è stato presentato con un format rinnovato che mescola tecnica e narrativa, identificando la palestra quale luogo di realizzazione, al posto della storica sala del consiglio della Provincia di Udine che vide ospiti in passato, Fadini, Gherardini, Meneghin, Mordente, Peterson, Pozzecco. Prima di presentare le caratteristiche dell’ultima fatica tecnico-letteraria di Blasone, il libro intitolato “A future team”, Piubello ha ricordato quale “Angelo dei nostri eventi” Matteo Molent, il giocatore pordenonese che partecipò a diverse edizioni della Summer League, della quale fu anche miglior giocatore nel 2008.

Ha preso quindi la parola il presidente provinciale Fip Claudio Bardini il quale, portando il saluto del presidente regionale Giovanni Adami, ha evidenziato quanto importante sia per il movimento cestistico udinese avere in loco personaggi del calibro di Blasone, specie con mezzi di apprendimento e approfondimento quali il suo ultimo lavoro che evidentemente è motivo non solo di lettura ma anche e soprattutto fonte di ispirazione per gli allenatori. Grazie alla collaborazione degli atleti della società Sbrindella le dimostrazioni di Blasone al suo “le squadre sono sempre in attacco anche quando difendono”, sono state espresse compiutamente sul campo con quantomeno due idee innovative relative alla posizione del pivot in attacco e delle guardie in difesa, due teorie rivoluzionarie rispetto a quelle che, in molti, ritengono consolidate ed insostituibili.

Le varie tematiche toccate hanno garantito un ampio confronto con la platea dei tecnici presenti tra i quali è emerso, oltre allo scetticismo propositivo di Alberto Andriola, la verve di Betti Cecere, che ha definito i prossimi europei sloveni dei veri e propri campionati di pick and roll, con ovazione convinta di tutti i presenti. La tecnica quindi ha fatto da padrona, ma la serata è stata apprezzata anche per qualche aneddoto che Mario Blasone ha narrato ai presenti, quali time-out d’effetto nel rendere oltremodo riuscita la serata. Come non ricordare aneddoti quali il viaggio di Blasone e Piubello a Gerusalemme sotto 20 cm di neve o le amicizie di Mario in Canada con persone con grandi macchine nere, stante il lavoro principale di onoranze funebri del dirigente cestistico oppure il numero di tre persone presenti alle gare in Egitto, tre persone che erano Mario stesso e i suoi dirigenti?

Massimo Piubello ha quindi saputo anche in questa occasione garantire, con la nota professionalità e attenzione ai particolari organizzativi, al mondo della pallacanestro un evento colmo di interessanti contenuti per “un settore in grande crisi di quei valori che in gergo sono detti i fondamentali”, non solo tecnici.

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