La ripresa c’è, ma gli artigiani non ne traggono benefici

13 Giugno 2015

UDINE. “È indubitabile. La ripresa c’è, ma la gran parte delle 14.200 imprese artigiane della provincia di Udine con i loro 34 mila addetti non se n’è ancora accorta. Per loro la crisi continua e molte delle imprese – per fortuna ancora tante – che sono sopravvissute a questi 8 anni terribili (sono 1.000 in meno del 2007), sono ormai allo stremo. L’impegno straordinario nostro, della Regione così come degli istituti di credito e dei consorzi di garanzia fidi non è affatto concluso. La guardia deve restare ancora alta”. Lo ha detto il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti all’annuale congresso di Confartigianato Udine che quest’anno si è svolto a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. E i dati forniti per il congresso dall’Ufficio studi di Confartigianato Udine testimoniano il malessere del settore: nel 2014 il 52% delle aziende artigiane della provincia di Udine ha ridotto il fatturato rispetto al 2013, mentre soltanto il 18% lo ha incrementato. Nello stesso periodo l’Albo artigiano provinciale ha perso l’1,2% delle imprese attive e il connesso tasso di mortalità (7,5%) è stato nettamente superiore al tasso di natalità (6,3%). Il 74% delle aziende denuncia come fattore critico la difficoltà o il ritardo nell’incasso dei crediti; per il 66% il problema più grave è la stagnazione della domanda; il 59% non ha sufficienti capitali per investire; le forme di concorrenza sleale preoccupano il 51% degli artigiani.

“Oltre a mantenere alta la guardia – ha concluso Tilatti, che ha riconosciuto che la Regione sta facendo un buon lavoro a sostegno delle imprese – occorre continuare ad agire sul fronte dell’accesso al credito, della semplificazione burocratica amministrativa e spingere ancor di più l’acceleratore sull’innovazione di prodotti e di processi, sul trasferimento tecnologico e sulle reti d’impresa, oltre che su politiche economiche in grado di stimolare i giovani a fare impresa, su riforme in grado di ridurre i costi e aumentare le prestazioni della PA a favore delle aziende e su interventi che rendano l’economia in chiaro più conveniente dell’abusivismo, con un contrasto reale alla concorrenza sleale”. Non è mancato un richiamo alla necessità di “accelerare anche il cambiamento del nostro modo di fare sindacato che deve adeguarsi ai tempi, ai nuovi linguaggi della politica e della rete, alla crescente richiesta di semplicità, rapidità e connessione espressa dalle aziende”.

I lavori, coordinati dal direttore Gian Luca Gortani, sono cominciati con i saluti del delegato del sindaco di Corno di Rosazzo Luigino Zucco e del presidente zonale del Friuli Orientale, Giusto Maurig e sono proseguiti con la relazione del presidente Tilatti e gli interventi del vicepresidente Franco Buttazzoni (che ha sollecitato una maggiore incisività e rapidità dell’azione di Confartigianato Udine), della vicepresidente Edgarda Fiorini, del presidente di Confartigianato Udine Servizi Daniele Nonino, del presidente dell’Anap Pietro Botti, e dei dirigenti Loredana Ponta, Daniele Cuciz, , Daniele Pez, Fabrizio Peresson, Mauro Damiani, Gianpiero Bellucci, Michela Scaludero, Roberto Vicentini, Luciano Vogrig, Pierino Chiandussi, Vanni Gortan, Paolo Bressan, Sergio Simeon, Sante Rugo e Enrico Pivotti, Edagarda Fiorini ha letto l’intervento scritto da Gino Stefanutti. Fra i presenti il past presidente Carlo Faleschini.

Nella sua sessione straordinaria il congresso ha anche provveduto all’adeguamento dello statuto dell’associazione al nuovo statuto confederale e alla nomina dei membri del collegio sindacale e del collegio dei probiviri nonché all’approvazione della relazione del presidente provinciale sulle attività svolte e sulle linee di indirizzo della politica associativa per l’anno a venire.

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