La Banca di Cividale consegna due contributi al Convitto Paolo Diacono

31 Dicembre 2016

Da sinistra, Fabrizio Cedermaz, Responsabile Area Banca Popolare di Cividale; Patrizia Pavatti, Rettore CNPD; Gianni Cacitti, Direttore filiale di Cividale.

CIVIDALE DEL FRIULI – La Banca Popolare di Cividale ha consegnato al rettore del Convitto Nazionale ‘Paolo Diacono’ (CNPD) Patrizia Pavatti due contributi, rispettivamente per il Progetto “Studiare in Friuli” e per le “Romanae Disputationes”, le dispute filosofiche a cui partecipano sempre con successo gli studenti del Convitto di Cividale del Friuli (UD).

Attivo dall’anno 2001-2002, il progetto “Studiare in Friuli” consente ai giovani discendenti di corregionali all’estero, che erano emigrati nel secolo scorso o in quello precedente, di beneficiare di una borsa di studio che permette loro di di vivere presso il Convito ‘Paolo Diacono’ e frequentare per un semestre o un intero anno scolastico, le scuole annesse al CNPD (liceo classico, scientifico, linguistico e scienze umane) o le scuole tecniche e professionali in rete con l’Istituzione scolastica cividalese, in base a percorsi di formazione specifici, in un rapporto di reciproca collaborazione.

La “Romanae Disputationes” sono un concorso nazionale di filosofia rivolto agli studenti delle scuole superiori, che persegue l’obiettivo di risvegliare l’interesse di giovani e docenti nei confronti della filosofia e del suo insegnamento. L’idea di partenza è quella di mettere a tema le grandi domande filosofiche, per toccare i grandi problemi che hanno pervaso la storia del pensiero filosofico.

Patrizia Pavatti, la Dirigente Scolastica del Convitto, ha osservato: «Va sempre ricordato l’importante sostegno che la Banca Popolare di Cividale garantisce a questi progetti, entrambi di grande valore. Uno permette agli studenti di arricchire il loro bagaglio di conoscenza culturale ripercorrendo il pensiero filosofico per riflettere sulla vita reale; l’altro offre alle comunità di friulani all’estero la preziosa opportunità di rinsaldare i rapporti con la loro terra natia, in un’ottica di integrazione in ambito internazionale.»

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