Interporto come corridoio doganale per Trieste

3 Dicembre 2015

ts1_1PORDENONE – Realizzare un Corridoio doganale controllato Trieste-Pordenone, con la trasformazione dell’area ferroviaria all’interno della piattaforma logistica del Friuli Occidentale in un’area doganale A3 di temporanea custodia, al pari di quanto già realizzato a Prato. È questo il ruolo che la piattaforma logistica pordenonese è pronta a giocare in una partita assai importante qual è quella legata all’attività retroportuale del capoluogo regionale. La proposta è emersa nel corso di un incontro organizzato da Unindustria a Pordenone, durante il quale il porto di Trieste e i suoi operatori si sono presentati al mondo imprenditoriale ed economico della Destra Tagliamento.

Obiettivo del meeting è stato quello di creare nuove sinergie per allargare e potenziare la piattaforma logistica del Friuli Venezia Giulia. In questo ambito il presidente di Interporto Pordenone Giuseppe Bortolussi ha lanciato al commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, presente in sala, una proposta immediatamente realizzabile. “A breve – ha spiegato Bortolussi – partirà la prima fase dei lavori di riatto dello scalo esistente e successivamente quello per l’ampliamento di tutta l’area per adeguarla agli standards europei. Dal momento che al nostro interno abbiamo sia gli spazi per lo stoccaggio delle merci, sia la struttura doganale, allora possiamo dare vita ad un corridoio controllato Trieste-Pordenone con la merce che viaggia su treno. Così facendo offriremo al porto e, di conseguenza, al mercato, un rapido decongestionamento delle aree portuali mentre agli operatori efficienza e celerità nell’espletamento delle attività connesse. Inoltre potremmo intercettare ulteriore traffico da indirizzare lungo il corridoio ferroviario Italia-Serbia, che parte da Pordenone per giungere fino a Belgrado. Questa operatività è frutto di un accordo siglato con a presidente della Regione Debora Serracchiani a luglio del 2014 nella capitale della Serbia”.

L’Interporto di Pordenone ha da tempo avviato un percorso per diventare un punto strategico di riferimento in Friuli Venezia Giulia. Il progetto tiene conto di una stretta alleanza col porto di Trieste, anche alla luce delle crescenti attività intermodali che si stanno sviluppando nel capoluogo regionale. “Un simile ambizioso disegno – ha detto Bortolussi – necessita di diversi passaggi: un’azione sinergica con una forte adesione regionale, una definizione di linee strategiche omogenee e una decisa partecipazione delle autorità pubbliche. Noi siamo pronti per affrontare questa nuova sfida”.

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