Indagine di Confcooperative: è il futuro che preoccupa

13 Agosto 2019

PORDENONE. Confcooperative Pordenone ha ufficializzato i risultati della sua rilevazione annuale “Dieci domande sul futuro”, studio che punta a rilevare il “sentiment” dei cooperatori del Friuli occidentale sull’anno attuale rispetto a quello precedente. “Una ricerca – ha spiegato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – che ‘fotografa’ la percezione della situazione economica da parte degli stessi operatori cooperativi che vivono il ‘mercato’ ogni giorno: uno strumento che ci sta dando elementi molto preziosi di studio, anche perché siamo arrivati alla terza edizione e il confronto tra le varie annualità permette una lettura ancora più approfondita”.

L’intervento di Luigi Piccoli

La ricerca, condotta dal sociologo Paolo Tommasin con l’apporto dello stesso Piccoli, del direttore Marco Bagnariol e Marco Fioretti degli uffici di Confcooperative Pordenone, si basa sulle risposte date dai presidenti o loro delegati delle 151 cooperative iscritte a Confcooperative Pordenone nel periodo tra marzo e aprile 2019.

Solo il 37% ha risposto che il 2018 non è stato un anno di crisi, con la restante parte del pubblico che si è diviso tra una percezione di crisi parziale (56%) e cristi generale (7%). E questo sentiment, paradossalmente, è in antitesi con il volume di affari (solo per il 26% delle cooperative è calato), quantità di personale dipendente (per il 38% di coloro che hanno risposto è aumentato) e di investimenti (diminuiti solo per il 19%). Campanello d’allarme invece per la liquidità (per il 53% è tra cattiva e mediocre), mentre l’accesso al credito è rimasto invariato per l’86% delle cooperative che hanno risposto.

Quasi speculare la percentuale di chi ha risposto che l’attuale andamento economico generale lo preoccupa (59%) e che gli investimenti nel 2019 saranno stabili rispetto le annate precedenti (56%). Il settore che vede più positivamente la situazione è quello delle cooperative sociali (33,81% di valori positivi) al quale fa da contraltare la distribuzione (solo 29,67% di dati positivi). In linea con la media generale di Confcooperative Pordenone (32,26%) le cooperative agricole (32,47%) e il settore lavoro-servizi (31,63%). Ma è nel confronto con le precedenti rilevazioni del 2016 e 2017 che si evidenzia come siamo tornati in un periodo di incertezza. Aggregando i dati, nel 2017 il 50% delle cooperative aveva sostenuto che l’anno era stato assolutamente non critico: ora, nel 2018, siamo al 36,84%, di poco sotto, nella percezione positiva, al 38,33% del 2016.

“In generale – ha concluso Luigi Piccoli – le nostre cooperative percepiscono una certa stabilità, qualche settore vede anche positivamente i prossimi mesi, ma colpisce il fatto che, basandosi sui dati d’inizio anno, già si percepiva una certa preoccupazione per l’evolversi della situazione economica. Tendenza, quest’ultima, crescente stando a quando ci hanno raccontato negli ultimi incontri che abbiamo avuto prima della pausa estiva”. I dati rilevati non si discostano dal quadro nazionale: un’analoga rilevazione compiuta dall’ufficio Studi & Ricerche di Confcooperative evidenzia una sostanziale corrispondenza tra le risposte fornite a livello territoriale e quelle emerse dal campione di imprese diffuse sull’intero territorio nazionale.

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