Il coraggio delle cooperative ci aiuterà a uscire dalla crisi

13 Settembre 2014

PORDENONE. Successo per il convegno “Soldi solidali – voci e idee della Cooperative” oggi 13 settembre alla Casa dello Studente – Centro culturale Zanussi di Pordenone con l’organizzazione del festival L’Arlecchino Errante e Confcooperative Pordenone. Una giornata che ha dato voce alle cooperative del territorio in questo momento economico difficile, a partire da quelle che, fondate dagli stessi operai, vogliono dare un futuro produttivo ad alcune aziende vicine alla chiusura.

cooperative di operaiIl caso più recente è quello dell’Ideal Standard di Orcenico Superiore, proprio vicino a Pordenone, che ha visto nascere al suo interno la cooperativa Ceramiche Ideal Scala per continuare l’attività produttiva: lunedì 15 settembre continueranno le trattative tra la proprietà dell’azienda e i lavoratori, come ha raccontato un componente della cooperativa, Massimo Barel, intervistato dalla giornalista Elena Del Giudice. “Abbiamo diverse idee di ampliamento della produzione per il futuro – ha dichiarato – e dopo noi 18 fondatori in 200 tra gli altri operai sono pronti a dare l’adesione alla cooperativa: mostreremo i “muscoli” in questa trattativa”.

L’Aussametal di San Giorgio di Nogaro, nella vicina provincia di Udine, ha già compiuto questo cammino, visto che la cooperativa attiva nel settore della carpenteria è stata fondata nel 2009: da 750 mila euro di fatturato è arrivata a 5 milioni di euro. Oggi collabora con le scuole professionali per formare già lì i suoi operai e sta elaborando i suoi primi prodotti autonomi pur continuando l’attività per conto terzi. “La strada è sempre in salita – hanno raccontato Elena Purinal e Massimo Brunzin -, ma siamo molto motivati: non c’è più un padrone che risolve i problemi, siamo noi chiamati in prima persona a garantire lo stipendio a tutti gli operai”.

Paola Marano ha invece portato l’esperienza nei lavori sociali della cooperativa Karpos, sorta su quello che rimaneva della precedente cooperativa Ceralacca colpita da due incendi nel 2003. Insieme a loro hanno portato la loro esperienza nel terzo settore le cooperative sociali Futura (con Donatella Ius), Itaca (Sergio Della Valle), Acli (Roberto Valusso) e Noncello (Stefano Mantovani). Per esse il messaggio di Carlo Borzaga, professore dell’Università di Trento e presidente di Euricse, che nella sua lectio magistralis le ha stimolate ad avere coraggio nel cambiare l’approccio con Stato e aziende a fini di lucro ponendosi realmente come la terza via che in questo periodo di crisi strutturale sta rispondendo meglio (+29% nella produzione tra il 2006 e il 2012). Il tutto grazie al essere capaci, da parte delle cooperative, nel generare condivisione e nel fornire servizi anche accettando performance negative temporanee che invece il settore profit non può permettersi (la capacità della resilienza, ovvero di riorganizzare positivamente la propria attività dinanzi alle difficoltà).

dx merisi sx fedrigoA corredare l’incontro, moderato da Fabio Fedrigo della Coop Fai, i ricordi dei due grandi cooperatori pordenonesi don Giuseppe Lozer di Torre (a cura di Vannes Chiandotto) ed Emilio Toffolo di Borgomeduna (a cura di Roberto Sgavetta vicepresidente di Coop Nordest e di Martina Toffolo, figlia di Emilio e assessore all’urbanistica del Comune di Pordenone). In più l’intervento di Gigi Bettoli presidente di Legacoopsociali e i saluti del padrone di casa don Luciano Padovese del Centro culturale Zanussi, dell’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Claudio Cattaruzza, del consigliere regionale Renzo Liva e del dirigente della Provincia di Pordenone Gianfranco Marino.

“Siamo sempre vicini a Ideal Scala – ha dichiarato nelle conclusioni il presidente di Confcooperative Pordenone Virgilio Maiorano -, nell’aiutarla in questa fase in cui deve ampliare la sua base, come anche a tutte le cooperative: questi momenti sono utili perché ci danno la possibilità di ragionare su un modello, quello cooperativo, che senza presunzione può dare il suo contributo alla società nell’uscire dalla crisi”.

relatori“Le cooperative – ha dichiarato Ferruccio Merisi direttore artistico del festival de L’Arlecchino Errante – ci hanno fornito testimonianze di prospettiva, ovvero i loro pensieri più attuali sulle nuove strategie di lavoro e di mercato: la loro resistenza dà coraggio al territorio”.

Il festival è continuato poi con due spettacoli di tematica sociale: nel pomeriggio a San Vito al Tagliamento con “Vado a vivere da me”, commedia in cinque atti sul tema della autonomia della Compagnia Teatrale “Handy Days – Cooperativa Sociale Futura”, composta anche da attori disabili, e alla sera a Pordenone con “Lavoravo all’Omsa”, spettacolo di teatro sociale sulle oltre 300 donne che a Faenza hanno perso il proprio lavoro con la chiusura della famosa fabbrica di calze, portato in scena dalla Compagnia Teatro Due Mondi.

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