Fondazione CRTrieste e Azienda sanitaria assieme per i malati oncologici

2 Dicembre 2018

TRIESTE – ”La fragilità sociale dei pazienti oncologici” è il tema sul quale si incardina il progetto della Lega italiana per la lotta contro i tumori- sezione di Trieste Onlus (Lilt), finanziato nell’ambito del Bando per il contrasto alla Povertà e Fragilità sociale 2018 della Fondazione CRTrieste, che porterà all’attivazione di un contratto di ricerca per un medico che operi nel servizio di cure palliative.
L’attivazione del contratto è stato sancito lo scorso 25 ottobre, con la firma del protocollo di intesa tra la presidente Lilt, Bruna Scaggiante, e il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, Adriano Marcolongo, con l’obiettivo di coprire il più possibile le necessità dei malati e dei loro familiari.

E si tratta di esigenze che, lo dimostrano i numeri, sono sempre in crescita. Nel 2015 infatti i pazienti seguiti dal Servizio Cure Palliative dell’Azienda Sanitaria Universitaria erano 238, di cui 51 ambulatoriali e 187 domiciliari. Nel 2017 erano saliti a 381, di cui 79 ambulatoriali e 302 domiciliari, e nel 2018 (dai aggiornati a inizio ottobre) erano già 342 (75 ambulatoriali e 267 domiciliari). Si tratta di pazienti che ovviamente necessitano di un’assistenza continuata, e che quindi richiedono visite ripetute nel tempo.

«Il rapporto tra il numero di pazienti e personale dedicato è attualmente insufficiente a coprire i fabbisogni e a favorire l’accompagnamento del paziente e dei suoi familiari verso una dimensione serena del fine vita – spiega la presidente Lilt Bruna Scaggiante – Spesso, quindi, i pazienti alla fine vengono ricoverati in ospedale, e non riescono a concludere le loro vite in strutture assistite come gli hospice o nella propria casa».

Ecco quindi un primo passo per migliorare la situazione, tramite la firma del protocollo tra Lilt e Asuits. Al contrattista sarà affidata l’attività di ricerca e assistenza allo scopo di supportare e potenziare il servizio già in essere e implementare l’integrazione con gli altri nodi della rete, quali i medici di medicina generale, la continuità assistenziale e il pronto soccorso.

«Garantire la migliore assistenza, sia dal punto di vista fisico che psichico, a tutti i malati e in qualsiasi situazione, soprattutto nel fine vita, è un obbligo per una società civile – commenta il Presidente della Fondazione CRTrieste, Tiziana Benussi – È infatti necessario essere maggiormente presenti quando la situazione si aggrava, e il sostegno diventa fondamentale non solo per il malato, ma anche per la sua famiglia. Ecco perché la Fondazione ha sostenuto con convinzione il progetto di Lilt, auspicando che sia solo l’inizio di una lungo e importante percorso».

Condividi questo articolo!