Fondazione Carigo finanzia il progetto su cancro e sesso

29 Aprile 2019

GORIZIA. La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”, ha finanziato un progetto triennale per la ricerca e la prevenzione di specifiche tipologie di carcinoma che insorgono nella popolazione maschile. Nell’ambito di tale progetto (che è stato presentato oggi nella sede della Fondazione), dal titolo “Valutazione della ricaduta vaccinale anti-Hpv nella popolazione Msm (Men who have Sex with other Men) e afferente al centro Mst-Aids dell’Aas n. 2 Bassa Friulana – Isontina”, volto alla prevenzione e alla ricerca su carcinomi la cui insorgenza è connessa nell’80% dei casi alla presenza di genotipi ad alto rischio oncogeno Hpv – è stata assegnata una borsa di studio al ricercatore che nel concreto si occuperà di tale studio.

Questo progetto è frutto di un nuovo percorso in ambito sanitario che la Fondazione Carigo, sotto la Presidenza di Roberta Demartin, ha intrapreso dal 2018 per ottimizzare il suo impegno e le risorse da destinare nel settore socio-sanitario. In particolare, la sottoscrizione di uno specifico accordo tra la Fondazione e l’Aas n. 2 è nato per sviluppare progettualità innovative tese alla protezione, promozione della salute della comunità con particolare riferimento ad alcune fasce di maggior fragilità sociale. Il protocollo impegna per il futuro le parti a perseguire una forte integrazione tra le istituzioni sanitarie e sociali, il volontariato e l’associazionismo per lo sviluppo di reti di protezione, di accoglienza ed accompagnamento alle cure.

Si tratta di un accordo molto importante per la Fondazione e per la comunità poiché una serie di interventi nell’ambito sanitario e sociosanitario che venivano condivisi con soggetti multipli su singole attività, sono adesso formalizzati e condivisi con l’Ente di riferimento. L’accordo con L’Azienda Sanitaria è uno strumento di lavoro che potrà ulteriormente valorizzare e potenziare gli sforzi della Fondazione in questo settore, offrendo una continuità di intervento e di progettualità del tutto in linea con le modalità di azione che questa Fondazione bancaria vuole avere nei confronti della comunità, soprattutto in settore così delicato come la salute pubblica.

Dal 1991 il Centro Mst-Aids di Gorizia si colloca all’interno della rete di sorveglianza nazionale per le malattie a trasmissione sessuale (Mst), coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, facendo parte dei centri clinici di riferimento e si avvale di indagini clinico-diagnostiche di ultima generazione. Ha collaborato con la Regione dal 2014 al 2017 per l’istituzione di un sistema di sorveglianza con implementazione e sensibilizzazione in tema di vaccinazione anti-Hpv in Friuli Venezia Giulia. Inoltre, si è mantenuta una collaborazione regionale con inserimento del Centro Mst nella rete infettivologica approvata con decreto nel novembre 2018 per l’avvio di protocolli e studi inerenti le infezioni sessualmente trasmesse. Vengono tenuti corsi destinati a Medici di Medicina Generale e specialisti convenzionati e collabora con altri specialisti che si occupano di MST (infettivologo, proctologo, urologo e ginecologo). Attua inoltre percorsi di prevenzione (anche vaccinale) con le associazioni territoriali (come nel caso dell’ ArciGay).

Nel 2019 sono in fase di avvio tre studi: studio regionale della ricaduta vaccinale sulla popolazione Msm del Fvg afferente al Centro Isontino (sostenuto dalla A.A.S. 2 e dalla fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia; studio nazionale sulle infezioni sessualmente trasmesse nella popolazione Msm in Prep (Centro Mst di Roma –Bologna –Gorizia); studio internazionale sulla ricaduta della vaccinazione anti Meningococco B (Bexsero) sull’infezione gonococcica in popolazione con comportamenti a rischio. Da notare che la nostra Regione è l’unica in Italia ad aver avviato nel 2016 la vaccinazione anti-Hpv gratuitamente anche agli Msm (omo – bisessuali), essendo questa popolazione più a rischio di contrarre questa infezione e, di conseguenza, più a rischio di sviluppare un carcinoma dell’ano.

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