Disabili: serve un piano sociale a livello nazionale

4 Aprile 2014

TRIESTE. Fare il punto della situazione e individuare le migliori linee d’azione per il futuro in merito alla disabilità. Si è incentrato su questi punti la conferenza “Per una società più civile”, organizzata a Muggia dal Rotaract Club Trieste con il patrocinio del Comune, ed alla quale ha partecipato un pubblico attento e preparato.

“Da quando ho assunto il mio incarico la Provincia ha sviluppato tre progetti mirati a migliorare le condizioni di vita dei disabili – ha detto l’Assessore provinciale alle Politiche Sociali, Disabilità e Immigrazione, Roberta Tarlao -. Il primo è ‘Abitare in autonomia’, con il quale la Provincia sostiene le spese di appartamenti nei quali alcuni disabili possono vivere in maniera autonoma. ‘Trasporti Possibili’ è l’altra linea d’azione che ha permesso di dotare gli autobus di pedana di modo da favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei disabili. La Provincia ha inoltre favorito l’acquisto da parte dei tassisti di mezzi adatti al trasporto dei disabili e distribuito alle persone disabili dei voucher che permettono di abbattere il costo della corsa. Abbiamo inoltre messo in piedi il LabAc, ovvero il Laboratorio per l’accessibilità, per identificare le aree alle quali i disabili possono accedere in autonomia e quelle dove non possono entrare, così da individuare gli interventi necessari”.

Importante l’intervento del Presidente della Consulta dei Disabili del Friuli Venezia Giulia, Vincenzo Zoccano. “Il tema oggi è capire cosa ognuno di noi può fare per migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità – ha spiegato Zoccano -. Le associazioni sono strumenti importanti perché rappresentano l’indicatore delle necessità dei disabili che si trovano sul territorio. Nel nostro Paese è importante che vengano fatte leggi che tengano veramente conto delle esigenze dei disabili, perché deve essere la normativa a soddisfare la persona non la persona a soddisfare la normativa. Servono un approccio nuovo al problema della disabilità che porti le istituzioni a fare rete ed un piano sociale nazionale non regionale, che tenga conto anche dello sviluppo economico che può derivare dalla messa in rete delle risorse”.

Dello stesso parere il Sindaco di Muggia, Nerio Nesladek. “La sensibilità delle gente su questi temi sicuramente c’è – ha detto il primo cittadino -. Servono però cambiamenti di mentalità. Sostanzialmente per riuscire a fare un passo avanti credo sia necessario un grosso sforzo riformatore che crei le condizioni per le quali i progetti si trasformano in realtà, facendo un discorso unitario che coniughi non solo l’aspetto sanitario e assistenziale, ma anche quello urbanistico e architettonico”.

Sull’importanza dell’accessibilità nel contesto della progettazione è intervenuto Carlo Zanin, architetto della Direzione Salute dell’Assl 5 Basso Friuli. “Il concetto di accessibilità è un investimento per tutti – ha ribadito -. Oggi manca uno strumento che definisca le caratteristiche che un ambiente deve avere per definirsi accessibile. Il 75% degli alloggi Ater di Trieste non è adattabile alle necessità dei disabili e l’83% non ha ascensore negando così l’inclusione sociale dei disabili e segregandoli di fatto in casa. Politici e tecnici devono lavorare insieme e cominciare a pensare che l’abbattimento delle barriere architettoniche non è un costo, ma un investimento, perché consente l’utilizzo degli spazi ad un numero ampio di soggetti. La risposta al problema è l’Universal Design, che consente la fruizione a tutti i soggetti indipendentemente dalle loro condizioni fisiche ed è frutto di una progettazione attenta alla persona”.

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