Corsi d’acqua e centraline: nuovo rischio? Fedriga s’attivi

15 Maggio 2019

UDINE. «Sulla cancellazione degli incentivi al mini-idroelettrico nei corsi d’acqua naturali non si facciano passi indietro». Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, alla notizia che i ministri del M5Stelle Di Maio e Costa, cedendo alle pressioni dei produttori e della Lega, sono sul punto di reintrodurre l’incentivo al mini-idroelettrico che loro stessi avevano abolito, invita il presidente della Regione Massimiliano Fedriga – si legge in un comunicato – a intervenire sul tema per bloccare una iniziativa che, se attuata, ripristinerebbe quello che alcuni non hanno esitato a definire il “Far West delle centraline” con centinaia di nuovi progetti pronti su tutte le Alpi e gli Appennini.

«Reintrodurre gli incentivi significa mettere in pericolo gli ultimi corsi d’acqua naturali del territorio in nome di interessi privati a fronte di una produzione energetica trascurabile – spiega Moretuzzo –. Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, lo scorso 31 gennaio, ha approvato la mozione del Patto per l’Autonomia che impegna la Regione a monitorare in modo puntuale e stringente il rilascio di nuove concessioni di derivazione a uso idroelettrico sui corsi d’acqua naturale del territorio regionale e a verificare il rispetto dei requisiti previsti, dimostrando sensibilità sul tema. Il presidente Fedriga informi Roma: il Friuli-Venezia Giulia ha detto no a un affare speculativo che danneggia irrimediabilmente il territorio. Roma faccia altrettanto».

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