Cordoglio e protesta per la morte d’un operaio a Ovaro

23 Ottobre 2018

OVARO. Il mortale incidente sul lavoro accaduto oggi a Ovaro, dove ha perso la vita un operaio di 35 anni mentre stava lavorando in una cartiera, oltre al vasto cordoglio ha provocato diverse prese di posizione.

“L’UGL esprime cordoglio e vicinanza – dichiara Paolo Capone, segretario generale dell’associazione – per l’operaio di 35 anni morto mentre stava lavorando in una cartiera. Negli ultimi anni emerge una crescita significativa degli infortuni che coinvolgono i giovani sotto i 35 anni, il che conferma la precarietà lavorativa a cui, spesso, i nostri giovani si devono adattare. Per questo, bisogna agire su più fronti: urgono interventi strategici che coinvolgano le Istituzioni, le aziende e i lavoratori, i quali devono collaborare insieme affinché il lavoro diventi più sicuro e duraturo; è inoltre necessario diffondere una maggiore formazione e cultura della sicurezza ai lavoratori, perché sono loro stessi, tal volta, i primi a non utilizzare precauzioni, considerate come se fossero un ingombro. L’UGL – conclude – continuerà nella sua lotta contro il fenomeno delle morti bianche attraverso il tour in Italia ‘Lavorare per Vivere’, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza”.

“Patrick, 35 anni, era un operaio ed è morto a Ovaro schiacciato sotto un macchinario sul posto di lavoro. Alla famiglia della vittima va il nostro cordoglio, ma non basta” commenta Marco Duriavig, segretario regionale di Sinistra Italiana. “Il Friuli Venezia Giulia – prosegue – non fa eccezione nel trend nazionale. Ci ritroviamo a leggere l’ennesima notizia tragica e a ribadire che le cause che hanno portato a 16 incidenti mortali dall’inizio dell’anno nella nostra Regione sono sempre le stesse: una rete totalmente inadeguata di controlli e ispezioni; un sistema che sacrifica sull’altare del profitto la sicurezza sui posti di lavoro; un sistema che ricatta i lavoratori mettendoli davanti alla certezza di perdere il lavoro se rifiutano turni impossibili o manovre pericolose, o semplicemente se hanno il coraggio di denunciare i rischi per la sicurezza.

Ricordiamo tutti i casi emblematici che hanno coinvolto i più giovani: il diciannovenne morto ai cantieri di Monfalcone e lo stagista di 16 anni che si è semi-amputato un braccio a Pavia di Udine nel mese di maggio. I profitti di pochi valgono più della sicurezza di molti. E quando si grida ‘prima gli italiani’ viene da pensare che si tratti solo degli evasori fiscali redenti dai condoni di tutti i governi di questi ultimi anni e non di chi ogni mattina si alza per portare onestamente uno stipendio a casa. Il mantra della ‘sicurezza’ – conclude – non è mai ripetuto per i posti di lavoro. Sinistra Italiana continuerà il lavoro di denuncia e sensibilizzazione in tutte le sedi e in tutti i territori in cui è presente, anche tramite il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali”.

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