Contrasto al gioco d’azzardo Si fa il bilancio del progetto

11 Dicembre 2018

PORDENONE. Gioco d’azzardo patologico, fenomeno da contrastare: in Friuli Venezia Giulia in un anno si sono giocati 1 miliardo e 400 milioni di euro, a conferma quindi di quanto il gioco d’azzardo sia praticato nella nostra regione, coinvolgendo prevalentemente adulti e anziani, ma con importanti conseguenze sui più giovani, sempre più vulnerabili a questa patologia. In particolare ai giovani si rivolge il progetto “C’è gioco e gioco” ideato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa in collaborazione con il Dipartimento delle dipendenze dell’AAS.5, co-progettato con l’AAS 2 Bassa friulana–Isontina e finanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia: lungo tutto il 2018 sono stati numerosi i momenti di informazione e di prevenzione attivati all’interno progetto, specialmente nelle scuole secondarie di secondo grado, nei centri di aggregazione giovanili, nelle associazioni del territorio, Parrocchie e centri di Ascolto Caritas della Diocesi Concordia Pordenone. Il 13 dicembre si terrà un momento di bilancio annuale a Pordenone alle 20.30 nell’Auditorium della Regione.

Si tratta di una serata-evento dal titolo “Puntare sulla crescita: il futuro degli adolescenti tra nuove normalità e nuove dipendenze” in cui interverranno Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, esperto dell’età adolescenziale e la psicologa Manuela D’Andrea dell’equipe DGA del Dipartimento delle Dipendenze. L’incontro, promosso dalla cooperativa sociale casarsese Il Piccolo Principe, grazie al patrocinio del Comune di Pordenone, è rivolto in modo particolare a genitori, insegnanti, educatori, assistenti sociali e a quanti interessati all’argomento. Sarà un’occasione di confronto sui rischi di una “cultura della fortuna e dell’azzardo” e sulle opportunità offerte dalla nuove tecnologie.

“Siamo giunti alla conclusione del progetto ‘C’è gioco e gioco’ che ha visto diversi momenti durante tutto l’arco dell’anno – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile del Settore Giovani del Piccolo Principe -. Tutto il percorso ha l’obiettivo di rafforzare la rete con il territorio al fine di prevenire il problema. Grazie alle attività nelle scuole – ha aggiunto -, gli studenti hanno potuto riflettere su come si sviluppa una dipendenza, sui fattori protettivi che ci possono difendere, sulla profonda differenza fra gioco e azzardo e sulle contraddizioni ed insidie legate la fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo”. Ad essere coinvolti sono stati diversi istituti scolastici sul territorio del pordenonese ovvero: l’Isis Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, il Liceo scientifico Le Filandiere di San Vito al Tagliamento, il Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, l’Isis Zanussi di Pordenone, l’Istituto tecnico agrario di Spilimbergo.

“Con molti di questi Istituti – ha specificato Paiero – il percorso non terminerà con il progetto, ma nei prossimi mesi coinvolgerà altre classi e ulteriori momenti di riflessione con i ragazzi precedentemente coinvolti: questo a riprova del fatto che le scuole, ma in generale il territorio, hanno risposto con interesse alle nostre proposte, dando vita ad un vero e proprio processo di prevenzione e contrasto al fenomeno. Inoltre – ha raccontato Paiero – abbiamo tenuto alcuni laboratori informativi ed esperienziali nei centri di aggregazione giovanili e in associazioni giovanili, all’interno della rete provinciale per sostenere la consapevolezza del fenomeno del disturbo da gioco da azzardo”. Questi percorsi sono stati realizzati nei progetti giovani di: Azzano X, Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento, Casarsa e hanno visto il coinvolgimento anche dei gruppi giovani di Azione Cattolica e Scout locali, nonché delle associazioni giovanili del territorio.

“Altra attività che abbiamo proposto d’estate è stata quella del campo estivo per un gruppo di giovani delle scuole superiori, – ha spiegato Paiero – con l’intento di riflettere sull’argomento grazie anche a testimonianze di altri giovani adulti impegnati nel contrasto al disturbo da gioco d’azzardo”. Rimane poi sempre fondamentale la rete di collaborazione con la Caritas Diocesana, partner di progetto, che ci ha permesso di incontrare buona parte dei Centri di Ascolto della Diocesi Concordia Pordenone, assieme ai membri dei Consigli pastorali delle varie Parrocchie: un lavoro capillare che a detta delle persone coinvolte, ha risposto ad un bisogno di chiarezza e di informazione.

“Ringraziamo poi gli amministratori dei comuni di Casarsa, Zoppola, Valvasone Arzene, Azzano X, S. Giorgio della Richinvelda, San Vito al Tagliamento e Pordenone – ha sottolineato Paiero -, che si sono sempre dimostrati molto disponibili a riflettere assieme per ideare nuove forme di contrasto, nonché gli altri partner di progetto, quali l’Associazione Libera – Presidio Casarsa e San Vito, Credima Società di Mutuo Soccorso e l’Osservatorio Sociale di Casarsa per aver contribuito in modo significativo alla realizzazione delle attività e al coinvolgimento del territorio. Il nostro obiettivo – ha concluso – anche come Piccolo Principe è quello di traghettare le diverse proposte in azioni concrete, da realizzare nel territorio e da diffondere come buone prassi”.

Durante l’incontro di giovedì 13 dicembre a Pordenone, lo psicologo Lancini farà riferimento al ruolo di supporto che gli adulti devono dare ai ragazzi, potenziando le loro abilità e competenze e approfondirà il lavoro che è stato portato avanti nelle scuole per diffondere la consapevolezza e i rischi che vengono dal gioco d’azzardo.

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