Continuano le Comunità: dopo Monfalcone, Meduno

3 Febbraio 2019

TRAVESIO. Dopo la “Comunitât di Udin” e quelle di Valvasone Arzene e di Monfalcone, nascerà la “Comunità” del Patto per l’Autonomia di Meduno. Si intensifica così – a poco più di un anno dalla costituzione del partito che, alle regionali di fine aprile 2018, ha eletto due consiglieri – il percorso di radicamento e ascolto sul territorio. L’appuntamento è per martedì 5 febbraio, alle 20.30, al Ristoro “Il Chioschetto Valinis” di Toppo di Travesio (via Castello, 50). Saranno presenti i consiglieri regionali Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, che illustreranno le iniziative intraprese in aula e quelle da portare avanti e ascolteranno le necessità e le proposte dei partecipanti all’incontro.

L’incontro a Ronchi

Numerosa è stata la partecipazione, a Ronchi dei Legionari, all’incontro di costituzione della “Comunità” di Monfalcone, nel corso del quale è emersa chiaramente la contrarietà “al possibile accorpamento – si legge in una nota – di Monfalcone a Trieste, sia alla Città metropolitana che al territorio della nuova Provincia ‘speciale’, senza il necessario confronto con le comunità locali”. La nuova Comunità si è quindi subito pronunciata sulle ipotesi di riforma degli enti locali elaborate dalla Giunta Fedriga, “dicendo basta alle scelte calate dell’alto. È ora – è stato detto –, di restituire ai territori e alle comunità locali la possibilità di discutere sulle questioni che decideranno del loro futuro”.

Così – in merito alla nuova organizzazione istituzionale e territoriale – la “Comunità” di Monfalcone ha rivendicato la necessità di un confronto con i cittadini che tenga conto delle peculiarità storiche, linguistiche, sociali ed economiche del Friuli Orientale. Una posizione condivisa dai consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli e Massimo Moretuzzo che hanno ribadito, nel corso della serata a Ronchi dei Legionari, la netta contrarietà alla rinascita delle Province («enti anacronistici e centralisti che non rappresentano il policentrismo regionale») proponendo, invece, di rafforzare i Comuni, dotandoli di competenze (di cui dovrebbe spogliarsi la Regione) e delle risorse necessarie per pianificare gli interventi da realizzare sul territorio e offrire servizi alle comunità.

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