Conosciamo il cinghiale

26 Giugno 2013

RAVASCLETTO. Il cinghiale sarà il “protagonista” di un incontro che si terrà a Ravascletto venerdì 28 giugno alle 20.30 nella Cjasa da Vicìnia. I disboscamenti e la diffusione delle armi da fuoco, dal XVIII secolo in poi, avevano fatto del cinghiale (Sus scrofa) una specie sempre più rara. Ma l’abbandono delle campagne, il benessere e una pratica venatoria, che ha permesso il formarsi di vigorose popolazioni ibride, hanno ridato impulso alla specie, che da qualche anno ha letteralmente invaso anche la Carnia. Il cinghiale è un animale incredibilmente intelligente, opportunista ed adattabile; simile all’uomo più di molti altri animali. Inoltre, è anche molto prolifico. Perché un animale così dovrebbe rimanere solamente nei boschi? Lì c’è meno cibo, molta competizione e molti cacciatori e predatori. Al contrario, tra campi e giardini, si trova una manna di ortaggi, rifiuti e talvolta persino cibo direttamente fornito da qualche sprovveduto essere umano.

I danni che il cinghiale provoca all’agricoltura sono noti sin da quando essa è nata. La presenza di cinghiali in un bosco è molto positiva. Essi contribuiscono all’aerazione e alla fertilizzazione del terreno, alla germinazione di alcuni semi e alla diffusione delle spore di certi funghi. Tuttavia, un bosco può produrre sino ad un certo numero di ghiande, lombrichi, tuberi, larve, fiori, ecc., che, se vengono mangiati dai cinghiali, non possono essere mangiati da altri animali. Oltre alla diminuzione di altre specie, i cinghiali in soprannumero possono diffondere organismi infestanti. L’intenso grufolare provoca dissesto idrogeologico: erosione di suoli collinari e frane. Se qualcuno ha paura di essere sbranato dai cinghiali, si può affermare che tali animali non sono in questo senso pericolosi.

Di questi e altri aspetti, si parlerà appunto venerdì a cura della Pro loco di Ravascletto. Presentato da Tania Blarasin, interverrà il Direttore del Museo civico di Storia naturale di Trieste, Nicola Bressi. Zoologo e biologo della conservazione nonché esperto di zone umide, Bressi è componente del direttivo dell’European Pond Conservation Network, organizzazione europea che diffonde la conoscenza e promuove la conservazione delle acque nell’evoluzione del paesaggio europeo.

La naturalista Tania Blarasin di Ravascletto si è laureata in Zoologia all’Università di Trieste, discutendo una tesi sugli “Effetti dell’introduzione di salmonidi su una batracocenosi alpina”, nella quale ha preso in esame la situazione del lago di Pramosio.

Venerdì 5 luglio, la Pro loco presenterà un secondo incontro di carattere naturalistico. Alle 20.30 sempre alla “Cjasa da Vicìnia”, lo zoologo Gianluca Rassati proporrà in carnico la conferenza “Antropizzazione e Avifauna: i casi della Diga di Caprizzi e del Lago di Cavazzo”.

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