Confcooperative Udine: basta demagogia sull’Albergo Diffuso

18 Marzo 2016

UDINE – «Spiace constatare che sugli Alberghi Diffusi si continui a fare molta demagogia e più d’uno si permetta di esprimere giudizi senza avere la necessaria correttezza per dire come stanno veramente le cose».

Flavio Sialino, presidente di Confcooperative Udine, non ci sta ad assistere passivamente alla graticola sulla quale vengono messi, quotidianamente, gli Alberghi Diffusi (AD). Ricorda come a Confcooperative Fvg aderiscano la stragrande maggioranza degli AD della regione e sottolinea l’aspetto mutualistico degli stessi, ovvero la non remunerazione del capitale.

«Di fatto, è l’unico progetto che, in montagna, sta funzionando sul fronte del mantenimento e della riqualificazione del patrimonio – prosegue -, garantendo una ricettività dove gli alberghi tradizionali non sono e non saranno mai presenti, e già questo dovrebbe bastare. In molti casi sopperiscono alle mancanze dell’ente pubblico fungendo da punto informativo per i turisti e di animazione della comunità locale. I contributi che ricevono, e che vengono criticati dai così detti “competitor”, non coprono nemmeno gli oneri che derivano proprio dall’essere presenti in zone di assoluta marginalità, senza contare i costi derivanti dai vincoli: quale albergo tradizionale è costretto a restare aperto 360 giorni all’anno – nonostante il turismo si concentri in pochi mesi – con una reception funzionante almeno mezza giornata? E con la possibilità di chiedere un contributo solo per il 30 per cento del costo del personale che, poi, deve essere assunto con contratto subordinato? C’è qualcuno interessato a fare cambio? Si faccia avanti.
Senza contare poi che tutti i costi promozionali se li devono sobbarcare le società di gestione, mancando, fino a oggi, una vera politica di promozione del prodotto Albergo Diffuso. Ci auguriamo – dice Sialino – che con la nuova strategia regionale di accorpare in un unico ente la promozione del territorio si possa organizzare una vera strategia di sviluppo. Guardare alle politiche del territorio degli amici trentini, potrebbe essere un’idea.
E vorrei, poi, sfatare le ricorrenti voci che negli AD ci siano irregolarità. Un procedimento verso l’AD Val d’Incarojo è finito in completa assoluzione. I due noti casi riportati dalle cronache, non hanno rilevanza giuridica, almeno così pare, e la stessa Commissione regionale chiamata ad approfondire il caso, nulla ha rilevato in merito. Non tiriamo in mezzo gli AD che sono costituiti da decine di soci che hanno messo a disposizione le loro abitazioni e per 10 anni non ne possono usufruire liberamente. Per inciso – specifica Sialino – non si può far finta di non vedere che tutti i contributi regionali sugli immobili hanno valenza di destinazione temporale. È ora di finirla con le guerre sante per interessi individualistici e far fuori la concorrenza. Non è di concorrenza che si deve parlare in questo caso, ma bisogna ricercare la collaborazione come strategia migliore. Le società di gestione degli AD, da sempre, si sono impegnate in attività promozionali per il territorio intero, con le attività legate a Bici diffusa e Carnia diffusa, a esempio. Però ognuno deve fare la parte che gli compete. Con gli alberghi tradizionali si possono e si devono trovare forme di collaborazione, così come con gli uffici regionali è necessario dialogare, soprattutto per l’importante ruolo di controllo e legiferazione. Mi riferisco in particolare ai regolamenti attuativi», conclude Sialino.

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