Confagricoltura fa domande precise ai candidati regionali

24 Aprile 2018

UDINE. Confagricoltura Fvg ha inviato ai candidati per le elezioni regionali una lettera-memorandum in merito alle tante questioni ancora sul tappeto che richiedono un intervento urgente: Agea, burocrazia, Psr, Ersa… Questo il testo.

“Per chiunque si appresti a governare il Friuli VG, dopo il 29 aprile, l’agricoltura dovrebbe trovare lo spazio politico, economico e sociale che si merita. Per questo motivo, Confagricoltura Fvg, alla quale si rivolgono circa tremila aziende in qualità di associati o per ricevere servizi e che danno lavoro a oltre settemila operai e trecento impiegati, ha pensato di focalizzare su 4 punti, sinteticamente, il proprio pensiero da sottoporre ai singoli candidati per le elezioni regionali.

Relativamente al rapporto degli imprenditori agricoli con la Pac (Politica agricola comune), è assolutamente necessario rimarcare il malfunzionamento di Agea e della sua società Sin, le cui modalità operative (soprattutto informatiche) sono assolutamente inaccettabili, con gravi rischi per le aziende e gli stessi operatori chiamati a redigere le domande di contributo previste dalle norme europee. Confagricoltura nazionale, negli ultimi anni, ha diffidato e messo in mora due volte Agea, e l’organizzazione regionale è stata in prima linea su questo punto. Come già si è avuto modo di sostenere, la Regione dovrà definitivamente assumere una posizione in merito all’Organismo pagatore. Peraltro, non è sostenibile, né economicamente né organizzativamente, la costituzione di un Organismo pagatore regionale. Va perseguito con tutte le forze, invece, il potenziamento dello sportello regionale di Agea, al quale dovranno essere delegate tutte le funzioni possibili in grado di risolvere, in loco, le casistiche legate ai controlli e alle anomalie delle aziende agricole regionali. Sempre collegato ad Agea vi è, sicuramente, l’esigenza della semplificazione delle varie procedure amministrative oggi in essere. Con uno slogan si potrebbe dire che, in questo periodo, il vero “nemico” delle aziende agricole si annida nella burocrazia.

Ovviamente, collegato alla Pac vi è il tema del Psr. Si tratta di uno strumento fondamentale per le varie opportunità che offre alle aziende agricole, ma ha procedure e tempi di approvazione inaccettabili. Il Comitato di sorveglianza e il Tavolo di partenariato sono strumenti che vanno assolutamente ripensati: sono troppi gli enti coinvolti, troppo lunghi i tempi di approvazione del Programma e troppo ristretti i tempi per la presentazione delle domande. Rimane ancora critica la situazione per quanto riguarda i pagamenti di alcune misure: basti pensare alle domande per il contributo per le assicurazioni contro le avversità atmosferiche, relative ancora agli anni 2015, 2016 e 2017, che non possono essere perfezionate e, quindi, pagate; con conseguenti ricadute negative anche sui Consorzi di difesa, che continuano ad anticipare i pagamenti nei confronti delle compagnie di assicurazione.

Va inoltre ripensato il ruolo dell’Ersa, per avvicinarla maggiormente alle esigenze delle imprese agricole, in modo particolare per le attività di ricerca, sperimentazione e innovazione. E, collegato all’Ersa, non può essere taciuto il tema della promozione, che deve coinvolgere l’intero comparto agroalimentare, con maggiore efficacia. Infine, Confagricoltura Fvg ritiene importante potenziare e sviluppare ulteriormente il Fondo di rotazione che ha dato, negli anni, risposte concrete e rapide alle aziende interessate”.

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