Commercialisti in assemblea Il punto sulle novità fiscali

23 Aprile 2019

UDINE. Erano oltre 200 i commercialisti udinesi riuniti nell’aula 3 dell’Università di Udine in via Tomadini per l’approvazione del bilancio consuntivo 2018 dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Un’occasione in cui il consiglio ha fatto il punto sulle attività svolte e sui temi caldi per i professionisti e i loro clienti e sul futuro della professione.

Semplificazioni fiscali
I Commercialisti hanno apprezzato il D.D.L. contenente disposizioni per la semplificazione fiscale, anche alla luce degli emendamenti presentati in sede di trattazione in Commissione. Il disegno di legge ha come primi firmatari gli Onorevoli Carla Ruocco e Alberto Gusmeroli, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera.

Tra le misure presenti i commercialisti hanno evidenziato l’estensione dell’obbligo di contraddittorio preventivo, l’impegno cumulativo per la trasmissione telematica per le dichiarazioni e comunicazioni, la possibilità di far confluire nella dichiarazione annuale Iva la comunicazione della liquidazione periodica dell’ultimo trimestre dell’anno. Inoltre, tra le norme significative, spiccano quelle che prevedono un alleggerimento delle sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza in bilancio relativi alle erogazioni pubbliche e la razionalizzazione dei termini di efficacia delle delibere in materia di tributi locali. «Il testo contiene numerose misure utili per il sistema fiscale italiano – ha osservato Alberto Maria Camilotti, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine -. Si tratta di semplificazioni che non comportano alcun costo e che possono avere effetti positivi per il sistema tributario e per i professionisti».

Antiriciclaggio: presentate le nuove regole
Le regole tecniche per i commercialisti in materia di antiriciclaggio sono state approvate ad inizio anno dal Consiglio nazionale della categoria e sono contenute nel documento “Obblighi di valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni: regole tecniche ai sensi dell’art. 11, co. 2, del d.lgs. 231/2007 come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2017, n. 90”. Il testo è stato redatto su parere del Comitato di Sicurezza Finanziaria del Mef del dicembre 2018. Le regole tecniche sono rivolte agli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e riguardano questi obblighi antiriciclaggio: la valutazione del rischio, l’adeguata verifica della clientela, la conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni che è disciplinata con riferimento sia alla modalità di adempimento cartacea che a quella informatica.

«La prevenzione e il contrasto del riciclaggio – ha continuato il presidente Camilotti – rappresentano una grande sfida al fianco delle Istituzioni, che noi Commercialisti stiamo portando avanti con grande impegno e dedizione, seppur con notevoli difficoltà. Infatti, pur senza svolgere una funzione investigativa e repressiva, che esulerebbe dalla nostra attività professionale, il nostro ruolo ci impone di contrastare, qualunque forma di inquinamento dell’economia legale con proventi illeciti. Come categoria non siamo spettatori passivi di questo sistema, bensì attori principali insieme alle Istituzioni per la tutela della legalità».

Focus sul digitale e sullo sviluppo della professione
Prima dell’assemblea si è svolto il convegno “Governare la complessità attraverso il digitale” con gli interventi di Andrea Moretti e Stefano Mizzaro dell’Università di Udine e di Claudio Rorato dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione digitale del Politecnico di Milano.

L’accento è stato posto su come sono cambiate le modalità lavorative, anche nel mondo delle professioni intellettuali, con l’avvento del digitale. In particolare è stato rilevato che in alcuni settori, ad esempio quello delle nuove tecnologie, già nel 2004 non esistevano alcuni lavori che nel 2010 sono diventati i più richiesti. Così, anche negli studi professionali, le nuove professionalità si affiancano a quelle esistenti per completare l’offerta di servizi. Un esempio si ha nell’ambito dell’analisi dei dati e delle informazioni (Big Data) che permettono ai professionisti di migliorare il servizio erogato ai propri clienti fornendo loro reportistiche dettagliate sullo stato di salute delle imprese, sui costi di gestione, sulla marginalità, anche in funzione della media del settore in cui opera il cliente.

«L’innovazione digitale si configura come una rivoluzione perché, seppur lentamente rispetto ad altre nazioni, sta cambiando le modalità di relazione tra professionisti, cittadini, imprese e pubblica amministrazione – ha concluso Camilotti -. Dal punto di vista della digitalizzazione l’Italia, nel panorama dei Paesi Ue, è al quart’ultimo posto seguita da Bulgaria, Grecia e Romania. Nonostante questo contesto poco favorevole, in pochi anni nel nostro Paese sono state introdotte innovazioni che hanno modificato le modalità di lavoro e di relazione tra i professionisti, i cliente e la P.A.: la firma digitale, il processo tributario telematico, la Pec obbligatoria, il Durc Online, il Processo civile telematico, il codice Xbrl per i bilanci, la fatturazione elettronica vs P.A., le dimissioni online, l’industria 4.0, la fatturazione elettronica B2B, la Blockchain per le monete elettroniche e gli Smart Contracts, per citarne alcune. Anche i professionisti si muovono in un continuo equilibrio tra il patrimonio del sapere e l’innovazione, per essere al fianco dei clienti sempre più partner per lo sviluppo del business».

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