Coldiretti Udine lunedì “va alla guerra” (del latte) a Lodi

7 Novembre 2015

Anche la Coldiretti del Fvg era presente oggi a Lodi con una delegazione della Coldiretti di Pordenone guidata dal direttore Antonio Bertolla. Lunedì sarà presente una delegazione della provincia di Udine guidata dal direttore Danilo Merz. Non si esaurisce quindi in un’unica giornata la “guerra del latte” dichiarata da Coldiretti che ha organizzato un presidio a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) davanti al centro di distribuzione dei prodotti della multinazionale del latte francese Lactalis che, dopo aver conquistato i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli, è diventata il primo gruppo del settore.

Al presidio oggi anche il ministro della politiche agricole Maurizio Martina, il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e il vice Ettore Prandini. “Nel 2015 – ha detto Moncalvo – hanno chiuso in Italia circa mille stalle (poco meno di un centinaio in Fvg), oltre il 60% delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti”.

“Sotto accusa – precisa il direttore di Coldiretti di Pordenone Antonio Bertolla – il pagamento sotto i costi di produzione del latte italiano mentre crescono le importazioni dall’estero che vengono “spacciate” come made in Italy” per la mancanza di norme trasparenti sull’etichettatura. L’industria – sottolinea Bertolla – ha deciso unilateralmente di tagliare i compensi per il latte alla stalla di oltre il 20% in meno rispetto allo scorso anno, per gli allevamenti della Lombardia dove si produce quasi la metà del latte italiano ed è quindi un punto di riferimento nazionale”.

Il prezzo del latte riconosciuto oggi agli allevatori è – ricorda Coldiretti – inferiore a quello di venti anni fa e vengono proposti accordi capestro che fanno riferimento all’indice medio nazionale della Germania, con una manovra speculativa del tutto ingiustificata e quindi inaccettabile perché la produzione italiana di latte si distingue per le elevate caratteristiche qualitative. Dalle frontiere italiane – conclude Coldiretti – passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, ma anche concentrati, cagliate, semilavorati e polveri per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Nell’ultimo anno hanno addirittura superato il milione di quintali le cosiddette cagliate importate dall’estero, che ora rappresentano circa 10 milioni di quintali equivalenti di latte, pari al 10% dell’intera produzione italiana. Si tratta di prelavorati industriali che vengono soprattutto dall’Est Europa che consentono di produrre mozzarelle e formaggi di bassa qualità.

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