Bando Accoglienza: Caritas, Codess Fvg e Il Mosaico vi partecipano in attesa del Tar

11 Marzo 2019

UDINE. Dopo il rifiuto del Consiglio di Stato di concedere la sospensiva alla gara per l’accoglienza di persone straniere richiedenti asilo, bandito dalla Prefettura di Udine il 22 gennaio e in scadenza oggi 11 marzo, il Centro Caritas di Udine, Codess Fvg Cooperativa Sociale e Consorzio il Mosaico hanno depositato comunque il proprio progetto per concorrere, in Ati con la Cooperativa Sociale Aracon. Le tre organizzazioni si sono appellate al Consiglio di Stato dopo che il Tar del Lazio, a cui hanno fatto ricorso, ha rifiutato di sospendere la gara, in attesa di pronunciarsi nei prossimi mesi sul merito delle questioni sollevate.

“Aspettando di conoscere il parere del Tar sugli aspetti del bando che contestiamo, abbiamo deciso di partecipare alla gara – dichiara Franco Fullin, presidente di Codess Fvg –. Ma vogliamo precisare che partecipiamo in perdita, accollandoci direttamente spese non previste dalla base d’asta, ma necessarie a garantire un servizio che possa dirsi tale. È proprio su questo tema che abbiamo cercato un confronto con le istituzioni preposte. Lo facciamo prima di tutto per tutelare dei posti di lavoro e garantire almeno in parte gli operatori che in questi anni hanno lavorato, investito energie e acquisito esperienza nei servizi di accoglienza. Non partecipare alla gara significherebbe licenziare decine di persone. I tagli all’accoglienza, deve essere chiaro, sono posti di lavoro persi sul nostro territorio e colpiscono, più in generale, il tessuto economico locale: i fornitori di alimentari e altri generi (vestiario, farmaci), i comuni, le compagnie di trasporto pubblico… Noi saremo comunque costretti a ridurre il numero degli operatori, in quanto il nuovo schema di capitolato riduce il personale educativo. Una scelta scellerata che mette a rischio proprio la sicurezza tanto invocata: diminuire la presenza di educatori allenta il loro presidio sul territorio e ne indebolisce la funzione di controllo e tutela della sicurezza”.

“In secondo luogo – continua Fullin – partecipiamo perché riteniamo l’accoglienza degli stranieri che arrivano in Italia una parte del nostro welfare, esattamente come i servizi rivolti agli anziani o ad altre categorie fragili e bisognose di assistenza, e occuparci di welfare, progettare e realizzare servizi sociali è la mission delle nostre organizzazioni. Cercheremo di resistere per 12 mesi a queste condizioni, con l’auspicio di poter poi riprendere con progetti orientati seriamente all’integrazione”.

Gestori dell’accoglienza nel Comune di Udine, il Centro Caritas di Udine, Codess Fvg Cooperativa Sociale e Consorzio il Mosaico hanno fatto ricorso al Tar del Lazio contro il bando della Prefettura, che recepisce direttamente lo schema di capitolato previsto dal Decreto Sicurezza. Secondo i ricorrenti il bando contiene elementi di incongruità evidenti: dalla riduzione della quota pro capite da 34 euro a 21,35 euro, che rende impraticabile qualsiasi progetto di integrazione, anche i soli corsi di alfabetizzazione; alla mancanza nel capitolato di gara dei costi per l’allestimento degli alloggi, le spese generali e addirittura le spese per la sicurezza.

“Altre realtà in Italia si stanno muovendo. In diversi comuni di Lombardia e Piemonte, per esempio, Legacoop e Confcooperative hanno presentato istanze di annullamento dei bandi di gara. Speriamo trovino interlocutori più coraggiosi dei nostri” conclude il presidente di Codess Fvg.

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