All’udienza papale anche una delegazione pordenonese

26 Febbraio 2015

Tra le cooperative in udienza sabato 28 febbraio da Papa Francesco ci sarà anche la delegazione di Confcooperative Pordenone, guidata dal presidente Virgilio Maiorano e dal direttore Marco Bagnariol. All’incontro in Vaticano Sua Santità incontrerà i cooperatori facenti parte in tutta Italia del mondo di Confcooperative. D’altronde il rapporto tra l’ente e la Chiesa è molto stretto, anche in Friuli occidentale. Infatti da due anni c’è una sinergia sul “fronte” della cooperazione sociale per dare risposte, occupazionali e caritatevoli, alle comunità colpite dalla crisi economica e occupazionale.

Dall’aprile 2013 la Diocesi di Concordia Pordenone, guidata da Sua eccellenza Monsignor Giuseppe Pellegrini, e Confcooperative Pordenone, rappresentata dal presidente Virgilio Maiorano, hanno siglato un protocollo d’intesa che non solo sostiene le cooperative sociali impegnate nell’assistenza e nell’inserimento lavorativo delle persone in stato di difficoltà e dei più deboli, ma ha messo in atto una serie di iniziative per promuovere la conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa e del fare impresa cooperativa sul territorio.

“Con la Diocesi – ha spiegato Maiorano – condividiamo il riconoscere la valenza del modello cooperativo, in quanto fondato su valori fondamentali per la dignità umana quali la mutualità, democrazia, solidarietà, il rispetto della persona e l’inclusione, valori sostenuti anche dalla Dottrina sociale della Chiesa e fonte di ispirazione nel territorio diocesano, dove da più di un secolo, anche grazie alla guida di parroci illuminati, sono nate tante imprese cooperative tuttora esistenti quali latterie, forni e casse rurali, cooperative di consumo e cantine sociali”.

Il protocollo, nei suoi primi mesi di attuazione, ha dato come frutto l’inserimento di 7 persone rimaste senza lavoro, indicate dalle Caritas delle varie Foranie diocesane all’interno di quattro cooperative sociali. Esse hanno potuto svolgere un periodo di tirocinio con l’obiettivo di trasformare l’impiego inizialmente a termine in un contratto di lunga durata. Altra area d’intervento quella che riguarda le madri in difficoltà accolte nella rete mamma-bambino, con 5 donne che hanno potuto entrare in contatto con le cooperative sociali aderenti al progetto in vista di un loro inserimento lavorativo.

All’interno del protocollo pure momenti di conoscenza reciproca: se da un lato gli amministratori cooperativi nella loro attività di formazione hanno preso parte a un modulo dedicato alla Dottrina sociale della Chiesa, dall’altro lato la Caritas diocesana ha organizzato un percorso per volontari all’interno del progetto 8×1000 “Laboratorio lavoro” al quale sono intervenuti alcuni rappresentanti di Confcooperative e di cooperative associate. E poi laboratori della Commissione diocesana per la Pastorale sociale (nella quale è stato ammesso per la prima volta anche un rappresentante di Confcooperative, il direttore Marco Bagnariol) e l’organizzazione della Settimana sociale diocesana.

“Non solo – ha sottolineato Maiorano -: sono stati anche organizzati momenti con le parrocchie nei quali sei cooperative hanno presentato i propri servizi di utilità, dalla progettazione grafica alle pulizie, dalla conduzione di terreni agricoli con la possibilità di inserire persone in difficoltà alla gestione di spazi dismessi, quali ad esempio canoniche non più utilizzate o altro, per progetti di accoglienza diurna per minori attraverso azioni di supporto ai genitori nelle funzioni educative, solo per citare alcuni esempi”.

Un cammino che Confcooperative Pordenone, insieme alle sue oltre 150 cooperative aderenti che operano in tutti i settori produttivi e dei servizi, vuole proseguire. “Le cooperative – ha concluso Maiorano – si confermano ogni giorno anello fondamentale del tessuto non solo economico ma anche sociale del territorio diocesano: mentre in altri settori è sempre più evidente l’abbandono del territorio da parte delle grandi aziende, che chiudono o delocalizzano con casi noti anche a livello nazionale, noi continuiamo a essere presenti e a investire sul futuro della nostra società. Basti pensare che le cooperative producono il 9% del Pil annuo della provincia di Pordenone, mantenendo i livelli occupazionali con oltre 4 mila tra soci e lavoratori”.

Confcooperative Pordenone sta svolgendo un attivo ruolo di supporto nella vicenda dello stabilimento Ideal Standard di Orcenico Inferiore in Comune di Zoppola, dove di fronte alla volontà della multinazionale proprietaria di chiudere la produzione ha aiutato un gruppo di lavoratori a far sorgere la cooperativa Ideal Scala Ceramiche, la quale sta subentrando nella direzione dello stabilimento per dare un futuro all’occupazione nella zona.

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