Aas 2: quasi la metà dei Comuni diserta l’incontro

15 aprile 2018

PALMANOVA. Una discussione sofferta che ha portato i sindaci dei comuni afferenti all’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 2 Bassa Friulana – Isontina ad esprimere un giudizio ambiguo. Sul Piano Attuattivo Locale, il documento di programmazione pluriennale che definisce gli obiettivi e le politiche gestionali, non è stato espresso un parere finale a causa delle mancanza del doppio quorum: la maggioranza assoluta dei comuni aventi diritto di voto e al contempo la maggioranza assoluta degli abitanti residenti sul territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria.

Alla riunione, svolta a Palmanova, erano presenti 30 dei 55 comuni aventi diritto. Di questi, 16 hanno espresso il proprio parere contrario (rappresentando 125.584 abitanti), 9 i favorevoli (la cui popolazione complessiva ammonta a 38.547 persone) e 5 gli astenuti (per un totale di 16.533 residenti). Il parere sul PAL dell’A.S.S. 2 era obbligatorio ma non vincolante: questo permetterà in ogni caso all’Azienda Sanitaria di attuare il documento, potendo però ricevere indicazioni, spunti e modifiche arrivate dai rappresentanti dei comuni presenti alla votazione.

Francesco Martines, Sindaco di Palmanova: “Come Comune abbiamo espresso un parere positivo al documento di programmazione ma sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare. Siamo coscienti che una fusione cosi complessa non si completa in soli due anni e che il cambiamento trova sempre molta resistenza. La nostra amministrazione è molto attenta e siamo qui anche per presentare critiche e sollecitazioni purché queste siano utili a far funzionare meglio questo modello di gestione sanitaria”. Lo stesso Sindaco ha presentato un documento che illustra alcune criticità relative alla piena integrazione fra le due ex aziende sanitarie, fuse dal 2016, e alcune considerazioni sul processo di specializzazione delle quattro sedi ospedaliere. “Sono convinto che, fermo restando l’attuale organizzazione, sia necessario proseguire con maggiore forza sulla strada della specializzazione: solo cosi si riesce ad essere attrattivi, ridurre le fughe extra azienda e, nel tempo, non essere assorbiti dai grandi hub ospedalieri di Udine e Trieste”.

E parlando dell’ospedale di Palmanova: “È giusto insistere sulla mission di ospedale prevalentemente orientato alla chirurgia programmata (chirurgia, ortopedia e oculistica) e sulla riabilitazione intensiva neuro locomotoria, ma bisogna anche pensare all’organizzazione complessiva di risorse umane ed economiche. È necessario incentivare l’innovativo sistema di ortopedia protesica “fas trak”: nel 2018 sono circa 70 le protesi di anca e ginocchio impiantate. In un mondo che invecchia sempre di più, bisogna specializzarsi non solo sugli interventi alla spalla ma anche su quelli all’anca e al ginocchio, oltre alle endoprotesi per frattura al femore”.

Il documento presentato dal Sindaco continua sollecitando la scelta del nuovo primario di medicina, decisione attesa da almeno due anni: “Non si capisce quali siano le motivazioni che hanno portato a tanto ritardo. Un reparto senza il primario è come un Comune senza il suo Sindaco, manca la guida e questo rende inefficienti i servizi per gli utenti”. E sul punto nascita aggiunge: “L’A.A.S. 2 deve puntare alla revisione e al potenziamento del percorso nascita affinché i servizi si occupino in maniera più convincente della presa in carico della donna, sia sul territorio che in ambito ospedaliero”.

“La terapia del dolore e le cure palliative hanno percorsi organizzativi differenti: la prima fa riferimento ai Servizi di Anestesia, mentre le seconde sono di competenza del territorio. Corretta la scelta di unificare la monitorizzazione degli accessi ma, visto che è stata tolta la Struttura Complessa, sarebbe giusto creare una Struttura Semplice per la terapia del dolore da incardinare all’interno dell’ospedale di Palmanova” conclude.

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