“Voci di pace” a Gorizia

10 novembre 2018

GORIZIA. Sarà la storia degli ex territori austroungarici la protagonista di “Voci di pace”, lo spettacolo-concerto che verrà rappresentato lunedì 12 novembre alle 18 – con ingresso libero – nel salone dei concerti di palazzo De Grazia a Gorizia. L’evento si avvale del patrocinio dei Comuni di Gorizia e Monfalcone ed è organizzato in collaborazione con Biblioteca statale Isontina, società Dante Alighieri, Federspev, Fondazione Carigo e Bcc di Staranzano e Villesse.

“Voci di pace” è stato scritto per il centenario della prima guerra mondiale ed è interpretato da due associazioni di Monfalcone, il Teatro della Stropula e il coro Ermes Grion. Lo spettacolo, ideato e scritto da Franco Ongaro sulla base di moltissime testimonianze reali e numerosi testi, racconta alcuni momenti di vita della zona (ex territori austro-ungarici), dal 1905 (Austria) al 1918 (Italia), fino al 1920 con il rientro degli ultimi reduci. “Voci di pace” ha, inoltre, l’obiettivo di far conoscere il passato di questi territori attraverso punti di vista particolari: un mondo allegro, fatto di gente semplice con grandi valori, che si divertiva soprattutto stando assieme, dedita al lavoro e capace di non abbattersi mai, anche di fronte alla necessità di grandi sacrifici. “E’ uno spettacolo – spiega l’autore – scritto affinché questo nostro passato non vada perso, perché una comunità senza memoria non è più una comunità”.

In “Voci di pace” si raccontano periodi di pace e di guerra, la convivenza pacifica della nostra popolazione austriaca di lingua italiana con la gente del vicino Friuli italiano, le beghe familiari e campanilistiche, le sagre con le gigantesche “fortaie coi urtisoni”, la nascita del cantiere di Monfalcone, l’Irredentismo e alcuni motivi della dichiarazione di guerra, i drammi del conflitto, l’umanità dei soldati (spesso nostri nonni e bisnonni), le loro donne lasciate sole a dover mandare avanti la famiglia e infine alcuni simpatici quadretti di vita vissuta. Il tutto è stato raccolto dalle testimonianze dirette o indirette di chi ha vissuto quel periodo.

Lo spettacolo è accompagnato da immagini originali e da brani musicali suonati al pianoforte dal giovanissimo Enrico Bortolotti e/o eseguiti dal coro Ermes Grion, diretto dalla maestra Denise Marcuzzi, con i tenori solisti Salvatore Moretti e Roberto Bertogna. Sono brani musicali di generi diversissimi, che affiancano ogni episodio raccontato, perché la musica sa esaltare, mitigare e accompagnare ogni momento della nostra vita, bello o brutto che sia.

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