Visioni alla Galleria Arttime

17 novembre 2017

UDINE. Fino al 23 novembre sarà possibile visitare “Visioni astratte e informali 2017″, la mostra allestita alla Galleria Arttime di Udine per ospitare le opere degli artisti: Brigitte Kratochwill, Gerda Schmalzl, Horst Richard Schrettner, Irma Michaela Szalkay, Lore Havemann, Marijan Novak Slunjski, Renate Rüter-Nork, Sabine Marganus, Giurgio Suppo e Giulia Occorsio.

Non sempre, ma per lo più Brigitte Kratochwill lavora in modo molto complesso. Vuole creare superfici emozionanti: solo attraverso molti strati può raggiungere la struttura superficiale che immagina. Talvolta dipinge deliberatamente sulle parti finite dell’immagine per arrivare alla sua essenza. Quello che si nasconde sotto, tuttavia, rimane evidente in un certo modo. Il lavoro artistico di Brigitte Kratochwill è dominato dal suo tempo. Sperimenta, ricerca e prova a trovare qualcosa di originale, realizza approcci diversi, a volte scopre cose nuove, in grado di reagire spontaneamente e riconoscere i cambiamenti, li accetta o lotta contro di essi, prendendo un’altra direzione. Sono processi che richiedono tempo, in ogni caso. In tal modo, si riesce a sperimentare gioia, felicità, ma anche disperazione e tristezza. L’artista occupa il tempo col suo essere e lo esprime nelle sue opere. Quando dipinge intraprende un viaggio nel suo subconscio. Le esperienze sensoriali entrano nel processo di pittura, creando un confronto con una sorta di “riflesso della sua anima”.

Gerda Schmalzl è un’artista austriaca che risiede a Velden am Wörther See in Carinzia. Dal 2012 al 2017 ha studiato all’Accademia Libera di Belle Arti di Klagenfurt. Attualmente sta frequentando un masterclass alla stessa Accademia. Nella sua pittura si occupa dell’essere umano, in particolare si focalizza sui momenti dalla vita quotidiana. Inoltre cerca di rappresentare e carpire il vero carattere dei protagonisti delle sue opere: in dipinti come I lavoratori frontalieri, ad esempio, cerca di portare all’attenzione dello spettatore le questioni politiche e le dinamiche sociali.

Horst Richard Schrettner presenta dipinti davanti ai quali ci si sofferma volentieri. Invitano a sognare e creano un certo vortice meditativo dal quale è difficile sfuggire. Ogni dettaglio dimostra un intenso processo creativo che eleva la singola immagine sopra i contesti dell’opera completa. La sicurezza stilistica è una delle cifre principali del repertorio di questo artista. Le forme di rappresentazione lanciano un appello a tutti gli osservatori dei dipinti, invitandoli a non osservare il mondo esclusivamente con gli occhi, bensì ad esperirlo con tutta l’onnipotenza della fantasia: con la pennellata rude di Monet, nei sogni di Dalì, con lo strumentario delle forme di Picasso e la forza di astrazione di Albert Einstein.

Irma Michaela Szalkay ama creare immagini, foto, trasformazioni e installazioni. Influenzata da varie scuole d’arte, ha visitato musei e gallerie in tutto il mondo e ha esplorato l’origine delle varie opere in termini filosofici e fisici (materiale, forma, colore), mentali (conoscenza, informazione), emozionali e spirituali. Un lungo processo creativo virtuale precede l’effettiva realizzazione dell’immagine. Questo è integrato da una miscela speciale di musica di sottofondo, che assiste il processo mentale di visualizzazione dell’artista e, soprattutto, l’atto creativo stesso. Il lavoro di Irma è basato sul suo background come filosofa attiva in ambito universitario (Dottorato nel 1993). Per Irma Michaela la creazione di specifici “Cicli” è come scrivere una tesi: l’espressione di entità filosofiche in termini di colore e forma. L’essenza di questo approccio è quella di immaginare un tema specifico con la visione completa dei suoi fondamenti filosofici (filosofia della forma). L’essenza è quella di immaginare la filosofia della forma di un tema specifico. L’osservatore dovrebbe avere l’opportunità di comunicare con l’opera in un modo che gli permette di trovare gli aspetti più profondi di singoli sogni, di percezioni e di personalità. Szalkay vive e lavora a Graz, in Austria. L’Astrazione con l’emotività sta nel cuore di questa tecnica, combinando elementi di filosofia, mito e armonia.

Nelle sue opere Lore Havemann è spesso ispirata da esperienze personali, viaggi attraverso il passato, il continuo ricordo di momenti vissuti, i quali poi vengono trasposti nella sua pittura. Intende la vita come un grande viaggio, che è anche aperto ai cambiamenti, alle piccole trasgressioni e al nuovo che verrà. Quindi per l’artista è naturale che anche nel presente si apra la strada per il futuro. In primo luogo, sono i colori che portano l’arte di Lore Havemann spontaneamente in un mondo di sogno con cui comunica le sue visioni allo schermo/supporto e da lì – di conseguenza – allo spettatore. Dal 1980 l’artista espone in mostre personali e collettive, presentando disegni a matita, gesso e dipinti in acrilico ed ha partecipato a numerosi concorsi d’arte; ha esposto nella nativa Austria, Germania, Polonia, Spagna, Cina e Italia.

Marijan Novak Slunjski vive per dipingere. La grande forza espressiva propria di Slunjski trova il modo di liberarsi nella pittura rendendo i suoi quadri dei veri e propri testimoni d’esistenza. Io esisto in quanto dipingo, la pittura invera e dà senso alla mia presenza nel mondo. Il contatto con la materia e l’empatia che l’artista prova per questi colori che il figurativismo vorrebbe stretti entro i limiti angusti del disegno sprigionano un’energia emozionale a cui è difficile rimanere immuni: travolto dal colore e dai movimenti ampi, generosi, che sembrano abbracciare l’Arte stessa, lo spettatore non può che prender parte a questo movimento vitale circoscritto che lo tocca e lo rimanda a qualcosa di aldilà della pura esperienza estetica. A tenere a bada quest’urgenza creativa ci pensa una pari padronanza delle tecniche del linguaggio pittorico, che possiamo individuare nei segni precisi e mai stucchevoli tracciati ora sulla tela ora sul cartone, con l’utilizzo del pennello e spatola o di più inusuali mezzi e materiali, come per esempio le sabbie delle grandi tele. Tutti i lavori di Slunjski portano in luce una componente dialettica, fra gli spazi pieni o vuoti, tra l’alto e il basso come inizio e punto d’arrivo di un segno, come il punto della goccia con lo sfondo di preparazione.

Renate Rüter-Nork è nata a Zurigo e all’età di tre anni si è trasferita assieme alla famiglia a Bergisch Gladbach nella Renania Settentrionale-Westfalia (Germania). Dopo essersi laureata all’Università di Colonia ha svolto la professione di insegnante di scuola primaria. Da vent’anni Renate Rüter-Nork dipinge con pitture acriliche su tela utilizzando diverse tecniche e le piace sperimentare. La probabilità gioca un ruolo importante nelle sue composizioni. All’artista piace essere ispirata dalla natura, soprattutto dal mare quando il sole splende, il gioco dei riflessi l’ha sempre affascinata. Conserva tutte le impressioni e cerca di trasporre le sue emozioni nelle immagini astratte attraverso i colori e le forme.

Sabine Marganus è nata nel 1969 in Renania, vive e lavora tra Starnberg (Baviera) e Velden am Wörthersee (Carinzia). Dopo specifici studi in ambito commerciale da anni lavora in ambito bancario, commerciale e formativo. Dal 1999 ha iniziato da autodidatta a dipingere: sin da subito sceglie l’astratto e utilizza spatole come strumento creativo e tele di grandi dimensioni come supporto. I suoi lavori possiedono una grande forza comunicativa e la scelta dei colori, disposti con estrema libertà, conferiscono una piacevole sensazione di vivace gioia di vivere. Sabine Marganus fa parte dell’Associazione Arte e Cultura di Kitzbühel, ha partecipato a vari seminari di perfezionamento artistico all’Accademia di Belle Arti Kolbermoor e ultimamente ha partecipato a prestigiose mostre a New York, Vienna, Kitzbühel e Barcellona.

Giorgio Suppo è piemontese, ma vive in Veneto da molto tempo, imprenditore nel settore informatico per il commercio, è pittore per vocazione, passione coltivata sin da ragazzo; ha sempre disegnato e dipinto, ha frequentato corsi di tecnica pittorica e di studio della storia dell’Arte della quale è un profondo conoscitore. Ha iniziato presto ad esporre le Sue opere a Vercelli e a Novara ed in alcuni centri della Valsesia dove è cresciuto. Agli inizi – e per molto tempo – la sua pittura è stata eminentemente figurativa caratterizzata da un disegno forte ed incisivo con larghe campiture di colore. Giorgio Suppo orgogliosamente rivendica di esser un pittore a tutti gli effetti; con il passare del tempo la sua pittura si è orientata, dalle origini figurative, sempre di più verso un’ astrattismo dal segno spezzato e sofferto con una continua evoluzione verso una costruzione di simboli e segni personali, “puzzle” che assemblano frammenti di vita in un insieme armonico e compiuto con un solido impianto coloristico dal quale emerge spesso un’eco terragna dell’amata Valsesia; creando un suo linguaggio personale e non facilmente confrontabile con altri artisti informali. Il suo mondo pittorico si basa su una pittura di impulso, il cuore collegato al pensiero e alla mano che realizza sino a creare l’attuale ciclo pittorico della umana avventura; predilige la tempera a volte utilizzata in simbiosi con inchiostri di china e acrilico su supporti di cartone cotonato che gli consentono trasparenze e sovrapposizioni difficilmente ottenibili con altre tecniche. La sua tavolozza è ampia e diversificata e spazia in una gamma amplissima di cromatismi dei toni brillanti e accesi.

Nata a Napoli, l’artista Giulia Occorsio vive e lavora a Monza da molti anni. Nella città natale ha seguito corsi con il maestro Alfredo Avitabile, successivamente con la scultrice Matania si è appassionata allo studio della scultura. A Monza ha frequentato la scuola civica Paolo Borsa sotto la guida di grandi maestri. Pittrice, scultrice e grafica, non si limita allo studio delle arti figurative, ma la sua ricerca artistica si arricchisce con l’amore per la poesia. L’arte di Giulia Occorsio evoca evanescenti presenze come sogni lontani che attraversano l’inconscio tramite affascinanti frames luminosi. Cromie rotanti generano figure tra riverberi di luce ed interiorità sottese. Vibratili veli che aleggiano sensibili oltre i confini del tempo.

La mostra sarà visitabile in Vicolo Pulesi, 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!