Uno spettacolo a Trieste per ricordare Margherita Hack

16 Gennaio 2018

TRIESTE. Nell’ambito delle proposte di teatro contemporaneo della Contrada al Teatro dei Fabbri di Trieste andrà in scena venerdì 19 gennaio alle 20.30 l’ultimo spettacolo di questa mini rassegna: “8558 Hack”. La piéce si avvale della regia di Diana Höbel; sul palco Francesco Godina e la regista insceneranno la vita di Margherita Hack con le musiche originali dal vivo del duo Baby Gelido insieme al noto artista Paolo Cervi Kervischer al sax.

Margherita Hack (Foto Daiano)

Margherita Hack è venuta a mancare il 29 giugno 2013, a 91 anni. Nel 1995 le è stato dedicato un asteroide col suo nome, “8558 HACK” per l’appunto. Come le stelle continuano ad inviarci la loro luce dopo essersi spente, la figura della Hack può continuare a farci da esempio, anche se non è più tra noi. Prima donna a capo di un Osservatorio Astronomico in Italia (dal 1964 al 1987 ha diretto l’Osservatorio di Trieste, facendolo diventare un punto di riferimento a livello internazionale), Margherita Hack, oltre ai suoi meriti scientifici, negli anni è diventata un modello: con la sua professionalità, coniugata ad un’indole giocosa, infondeva ottimismo; con l’autorevolezza del suo ruolo legittimava la possibilità di un pensiero autonomo e originale.

Diana Höbel

La Hack continua ad affascinare e incuriosisce non solo per il notevole contributo da studiosa e divulgatrice, ma anche perché è stata una donna libera. Libera di vivere coerentemente alle sue convinzioni, non sempre conformi a quelle della maggioranza delle persone: la sua scelta di non avere figli, per esempio, risulta trasgressiva perfino oggi, e ci ricorda che è possibile vivere rimanendo fedeli a se stessi ed esenti da condizionamenti. Grazie allo studio, all’impegno, al coraggio e a una lieta determinazione, Margherita Hack è stata una donna che ha saputo farsi strada nella vita professionale e ha realizzato le sue potenzialità di individuo. Ed è stata una donna che ha amato, ricambiata, tutta la vita. Un amore da romanzo: con Aldo si erano conosciuti da bambini, giocando insieme a guardie e ladri, lei aveva solo 11 anni, lui 13. Si sposarono nel 1944 e rimasero insieme fino a quando “Marga”, come la chiamava il marito, se ne andò.

8558 HACK è il racconto di una vita sostenuta da una fiducia contagiosa: non un ottuso ottimismo sulle magnifiche e progressive sorti dell’umanità, bensì la fiducia in se stessi e nella convinzione che la capacità unita all’applicazione porti sempre frutto. La nostra studiosa delle stelle è una figura che simbolicamente coniuga due tensioni; quella di guardare in su, in cielo, oltre il proprio orizzonte, verso mondi lontanissimi ancora inesplorati, e la possibilità di farlo non solo con lo strumento del poeta, ma con metodo scientifico: guardare le stelle, coi piedi ben piantati in terra.

Informazioni: 040.948471 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it

Condividi questo articolo!