Udin&Jazz lascerà la città

17 maggio 2018

UDINE. Il Festival Internazionale Udin&Jazz, giunto alla ventottesima edizione e organizzato da Euritmica, per la direzione artistica di Giancarlo Velliscig, ritornerà dal 27 giugno al 24 luglio a Udine e provincia. Ma per Udine sarà l’ultima volta! Lo ha detto chiaramente Velliscig con una lunga e articolata spiegazione. La proponiamo ai lettori di friulionline, riservandoci di dare notizia del programma nei prossimi giorni.

“Da 28 anni si compie il rito di presentazione di Udin&Jazz, manifestazione che ha dunque attraversato nel tempo e nello spazio un lungo periodo nel quale ha vissuto con entusiasmo e impegno una lunga attività di costruzione culturale attorno e dentro la musica jazz, questo universo artistico e creativo che più di ogni altro ha segnato l’evoluzione di un mondo che ha rivendicato e rappresentato il concetto di LIBERTA’, individuale e collettiva”.

Così esordisce il direttore artistico, che prosegue: “Non a caso il jazz è stata sempre una musica e una “forma mentale” fortemente osteggiata dai regimi dittatoriali e autoritari in tutto il mondo, fino a divenire una sorta di bandiera della libertà culturale e sociale contro ogni forma di costrizione, di dittatura e di fascismo. E il fascismo in Italia infatti bandì con forza il jazz proprio perché nel resto del mondo si era già affermato e qualificato come sinonimo di apertura e libertà; in realtà fu bandito proprio per questo suo presupposto genetico.

Udin&jazz in questi lunghi anni ha collaborato con varie realtà private e pubbliche che ci hanno sostenuto per far crescere questo progetto culturale, per farlo diventare importante e per portare in Italia e nel mondo anche il nome della città in cui è nato. Oggi Udine è conosciuta nel mondo musicale anche per il suo Festival Jazz e ogni anno c’è una fila infinita di artisti che chiedono di venire a Udin&Jazz per l’importanza e il prestigio che il festival si è guadagnato e offre ai suoi protagonisti.

Credo che non sia necessario ricordare quali e quanti personaggi siano passati sui nostri palcoscenici in questi anni, ma possiamo rivendicare con orgoglio quanto il nostro lavoro sia ritenuto importante riscontrando le collaborazioni con la RAI (che ogni anno manda suoi inviati e acquista le registrazioni live di interi concerti che vengono trasmessi sia in diretta che in repliche invernali), e con le più rappresentative testate musicali italiane e straniere (per ultimo Le Figaro che ha recentemente voluto incontrarci per conoscere la nostra organizzazione) e con i più importanti giornalisti locali e nazionali.

Migliaia di spettatori vengono ogni anno al Festival per gli eventi più o meno importanti ed aumenta ogni anno la richiesta di collaborazioni da parte di varie località della regione per portare la nostra musica sul loro territorio (prova ne siano i concerti che portiamo a Palmanova, Cervignano, Tricesimo, Marano Lagunare, Lignano, Tolmezzo, e altri comuni della Carnia…).

Abbiamo cercato di assolvere – prosegue Vellisig – ad un lavoro di promozione dei nostri musicisti (e quanti ce ne sono!) che nel jazz hanno ormai raggiunto una qualità e un prestigio importante e abbiamo fortemente voluto offrire opportunità di crescita alle nuove generazioni che, uscendo dal Conservatorio o dalle numerose scuole di musica, meritano attenzione per trovare modo di esprimere e far sbocciare la loro creatività sul palco, e per non finire dimenticati in qualche cantina. Tutto questo con trasparenza e senza ipocrisie, con un’onestà intellettuale che è sempre stata il pilastro del nostro lavoro. Quell’onestà che ci ha consentito di collaborare con tutte le diverse amministrazioni che in 28 anni si sono succedute, trovando il modo di convivere a prescindere dalle possibili differenze e dalle opinioni politiche di ognuno, riconoscendo di fatto la regola della democrazia; quella stessa onestà intellettuale ci impone oggi una decisione importante che riguarda i rapporti con la nostra città e con chi da qualche giorno ne ha preso le redini amministrative.

Ringraziando sentitamente tutti gli uffici e i dipendenti comunali coinvolti e disponibili negli anni ad affiancare l’organizzazione di Udin&Jazz, senza ulteriori giri di parole dobbiamo dire che non è nostra intenzione collaborare con questa amministrazione che, nelle parole del nuovo sindaco, si è resa orgogliosamente responsabile di portare i fascisti alla guida della città (che ricordo a tutti essere Medaglia d’oro per la Resistenza, e Resistenza al nazifascismo, non alla grandine…) stringendo alleanze con i fascisti e chiedendone il voto, che tra l’altro è risultato decisivo per l’esito finale.

Non è una scelta “politica” di appartenenza, non è una reazione a caldo in risposta a un gesto “da stadio” di un imbecille (in realtà un insegnante che dice di aver esultato col saluto romano come quando va allo stadio a vedere l’Udinese… Povera scuola! e povera Udinese!) che rappresenta il livello culturale di chi circonda questo sindaco: Si tratta di una scelta di coerenza antifascista.

Non aspetteremo l’annunciata “pulizia” di una “certa cultura” annunciata dal sig. Fontanini che sta compilando la lista, in parte già nota, di manifestazioni culturali da eliminare facendo tornare indietro la nostra città di ottant’anni; e non intendendo aver nulla a che fare con un’Amministrazione che includa e abbracci i neofascisti, posso dirvi che questa sarà l’ultima edizione di Udin&Jazz a Udine. Porteremo a termine questa XXVIII edizione in quanto pianificata e sostenuta dalla passata Amministrazione e perché ha già stretto impegni con artisti, personale, alberghi, aziende pubblicitarie, sponsor e altro, da mesi.

Speriamo di poter continuare nel nostro lavoro – conclude la dichiarazione – in qualche altra località che sia felice di ospitarci e sostenerci e che non ci faccia vergognare con gli ospiti e agli artisti che ci chiedono conto di dove li abbiamo invitati.

Per la cultura libera e per il jazz”.

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