Triestebookfest: il “sogno” finisce. Omaggio a Rodari

19 Ottobre 2019

Beniamino Sidoti

TRIESTE. Ultima giornata, domenica 20 ottobre, per il festival del libro e della lettura. Con un evento speciale dedicato a Gianni Rodari, e con Fabio Magnasciutti, Alessandro Barbaglia, Paolo Rumiz e molti altri. Dai sogni dei bambini a quelli degli adulti, che attraverso la materia onirica possono riavvolgere il nastro e tornare all’infanzia.

Al centro dell’ultima, densa giornata del Triestebookfest dedicata ai “sogni possibili” ci sarà un evento speciale, pensato per lettori di tutte le età: alle 10.30 nell’Auditorium del Museo Revoltella il festival omaggerà Gianni Rodari, di cui nel 2020 si celebrerà il centesimo anniversario dalla nascita. Lo farà con degli ospiti speciali e all’insegna di una delle grandi lezioni di Rodari: quella legata alla magia delle parole, alla loro dimensione ludica e creativa. Se ne discuterà nell’incontro “Rodari rima con fantasia. Sogni (im)possibili e sassi fantastici”, curato e moderato dall’esperto di letteratura per l’infanzia Piero Guglielmino, che riunirà per l’occasione il vignettista e illustratore Fabio Magnasciutti, lo scrittore, giornalista e ludologo Beniamino Sidoti e l’editore di Edizioni EL Gaia Stock.

Alessandro Barbaglia

Sidoti, che è tra i fondatori di Lucca Games, s’ispira proprio a Rodari per costruire percorsi creativi di lettura per bambini: “Ho letto e riletto la Grammatica della Fantasia, e amo in generale tutti i libri che aprono degli spiragli sul modo in cui si crea, in ogni campo”, spiega. Sempre alle 10.30 nell’aula didattica del Museo Revoltella è in programma il laboratorio per bambini dai 4 anni (accompagnati da un genitore) “Incontriamoci #abassavoce. Speciale Rodari”, proposto in collaborazione con il Servizio musei e biblioteche del Comune di Trieste Nati per leggere. Per chi invece preferisse dedicarsi ad esplorare la città con una guida d’eccezione alle 11 Luca Bellocchi proporrà la passeggiata artistico letteraria “Un caffè con Svevo & co.” (per info e prenotazioni 339 5219806).

Fabio Magnasciutti

Il festival proseguirà quindi nel segno della graphic novel e di un altro sogno, quello inseguito e acciuffato da Nellie Bly, la prima giornalista investigativa e la creatrice del giornalismo sotto copertura. Se ne parlerà al Knulp, alle 12, in un appuntamento moderato dal giornalista Giovanni Tomasin, con Luciana Cimino, autrice insieme a Sergio Algozzino della graphic novel “Nellie Bly” (Tunué, 2019). Nel pomeriggio due eventi saranno proposti contemporaneamente alle 17. All’Antico Caffè San Marco, introdotto dalla giornalista Sarah Del Sal, ci sarà il poeta e libraio Alessandro Barbaglia, con il reading, ideato apposta per il Triestebookfest, “Ho sognato di sognare. Storia di un bi-sogno”. Barbaglia è uno straordinario inventore e narratore di storie, con due romanzi all’attivo (L’Atlante dell’Invisibile e La Locanda dell’Ultima Solitudine) e una serie di irresistibili reading in podcast (Racconti da taschino, storie vere al 97%). “Quando dormo mi capita di sognare di sognare. Sono i sogni più belli, i sogni matrioska – racconta l’autore -. Quando sogni di sognare il sogno diventa più grande, si amplifica, guadagna potenza. E in questo reading parlerò proprio del sogno elevato a potenza, del sogno sognante, protagonista anche di un racconto inedito che ho preparato per il festival e, se ci sarà tempo, leggerò”.

Wlodek Goldkorn (Foto Adolfo Frediani)

Nell’Auditorium del museo Revoltella invece si potrà ascoltare Wlodek Goldkorn, senior editor de “L’Espresso” e autore del recente “L’asino del Messia” (Feltrinelli, 2019), in dialogo con il giornalista Adam Smulevich. Nella storia, autobiografica, raccontata da Goldkorn, c’è la fuga di un giovane ebreo polacco da Varsavia con la famiglia e l’arrivo in Israele, il passaggio da un luogo perduto a un luogo da riconquistare. “Per la famiglia essere stati espulsi dalla Polonia è la catastrofe della vita, ma per il ragazzo di 16 anni invece è la speranza, il mondo nuovo, l’uscita nel deserto, che nella tradizione ebraica e cristiana significa la libertà, l’utopia, il sogno”, racconta Goldkorn. A seguire, alle 18 all’Auditorium del Museo Revoltella, l’ultimo appuntamento del Triestebookfest: a chiudere l’edizione di quest’anno saranno Paolo Rumiz e Donatella Ferrario, con un’attualissima riflessione sul viaggio e sui confini, a partire dall’ultimo libro dell’autrice, “Sconfinare” (Edizioni San Paolo, 2018).

Donatella Ferrario

L’ingresso a tutti gli incontri è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Ricordiamo che il festival è stato organizzato con il sostegno del Comune di Trieste, di Coop Alleanza 3.0 e Fondazione benefica Kathleen Foreman Casali. Hanno collaborato al festival l’Antico caffè e libreria San Marco, il Caffè Tommaseo, le librerie Lovat, Feltrinelli e Minerva, il bar libreria Knulp, Arcoriccardo ristorante e Mimì e Cocotte.

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